Sicurezza
Sagre e mercatini, ecco le nuove regole dettate dalla Regione
PORTOFERRAIO. Nuove norme per le sagre paesane, per i mercatini ma anche possibilità di rilanciare zone degradate. Questi sono stati alcuni tra gli argomenti oggetto di un riunione per illustrare le novità legate al nuovo codice del commercio approvato dalla Regione nel novembre 2018, organizzata ieri dalla Confesercenti di Livorno nella sede elbana dell’associazione. Presenti amministratori e tecnici degli uffici competenti dei vari comuni dell’isola che dovranno attuare le disposizioni regionali.
Andando nello specifico, ad esempio, la norma stabilisce che gli hobbysti non potranno fare mercatini se non avranno il Durc ( documento unico di regolarità contributiva) e partita Iva «perché sulle aree pubbliche potrà operare solo chi è autorizzato – spiega Franco De Simone responsabile elbano di Confesercenti – e un hobbysta se non è in regola non lo può fare». Anche per quanto riguarda le sagre paesane, la nuova norma regionale è più limitativa rispetto alle altre. «Non sono affatto in discussione le sagre – spiega Gianluca Naldoni, responsabile commercio della Confesercenti Toscana – piuttosto si valorizzano quelle vere, che promuovono prodotti tipici territoriali, legati alla stagione e che valorizzano il territorio. Si cerca di regolamentare l’abuso di queste manifestazioni, di tutte quelle iniziative che fanno ristorazione abusiva e che devono essere non vietate, ma regolamentate. Le sagre possono essere organizzate ma devono rispettare alcuni parametri, quello di avere prodotti tipici e stagionali e legati al territorio».
Nuove disposizioni anche per quanto riguarda la concertazione del settore e la possibilità da parte dei Comuni di rilanciare zone degradate. «Per l’aspetto della concertazione – continua De Simone – è in primo piano l’attività delle associazioni di categoria. Sono chiamate a partecipare le due associazioni di categoria nazionali Confesercenti e Confcommercio e i sindacati insieme ai comuni. Niente di nuovo, si tratta di una norma, prima a livello nazionale, ora recepita anche a livello regionale».
C’è poi la possibilità per i Comuni di partecipare a bandi della Regione per la riqualificazione di particolari aree disagiate. Ci sono sulla carte 600 mila euro totali in due anni. «Si tratta di interventi di qualificazione delle attività – spiega Naldoni – per rrilanciare un’area dove si trovano attività commerciali, rendendola più vivibile ad esempio con l’installazione di una nuova illuminazione. Si favorisce l’insediamento di attività commerciali che poi diventano un elemento di riqualificazione territoriale». —
Antonella Danesi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google