Gioco
Impianto fotovoltaico La Cia non si sta: «È inaccettabile per gli agricoltori»
Il progetto di Enel provoca la reazione della Confederazione «Valuteremo le azioni da intraprendere per contrastarlo»
piombino. «La possibile realizzazione di un parco fotovoltaico in Località Bocca di Cornia, che dalle notizie in nostro possesso, potrebbe andare a ricoprire circa 80 ettari di territorio agricolo, compreso tra la strada statale 398, il fiume Cornia e la strada geodetica, è una scelta sbagliata ed invasiva del territorio agricolo». Non si fa attendere la presa di posizione di Marino Geri, responsabile Cia per la Val di Cornia e del presidente provinciale Pierpaolo Pasquini.
«C’è una contraddizione evidente tra lo sforzo da tutti richiesto, rivolto alla qualità, alla valorizzazione e promozione integrata, dell’intreccio tra cibo e paesaggio e le scelte che poi si vanno a fare sul territorio» dichiara Pasquini. Secondo la Cia è infatti inspiegabile che quella parte di territorio sia stata dichiarata vocata ad ospitare impianti di quel tipo.
«Cia Livorno, non può che esprimere la ferma contrarietà ad un progetto che avrebbe un impatto considerevole in un’area produttiva agricola, ed al contempo andrebbe ad appesantire ulteriormente la Costa Est del Comune di Piombino, dove negli anni, nel segno della diversificazione economica, si è sviluppato un sistema turistico ricettivo di qualità».
Ma c’è anche il versante dell’utilizzo del suolo agricolo: «È inaccettabile l’ulteriore consumo di suolo agricolo che negli anni ha raggiunto livelli preoccupanti. L’erosione della superficie agricola utilizzata è costante. Non va dimenticato che negli ultimi 50 anni oltre 5 milioni di ettari agricoli sono scomparsi, ed a questo fenomeno non sfugge nemmeno la Toscana».
«La cementificazione e l’utilizzo del terreno agricolo per altri scopi è avanzato senza sosta e lo “scippo” procede tuttora a ritmi frenetici: più di 11 ettari l’ora, quasi 2mila a settimana, circa 8mila in un mese».
Secondo la Cia «si deve mettere un freno al consumo di suolo e difenderlo dalle aggressioni indiscriminate». Altrimenti - dicono i dirigenti - significa continuare a sottovalutare «quella che è una risorsa strategica del paese, non solo per fattori ambientali e paesaggistici, ma anche per motivi economici e alimentari» prosegue la Confederazione.
«Sono dati preoccupanti su cui porre grande attenzione soprattutto in un territorio come quello della Val Di Cornia, che pur in presenza della grande industria siderurgica e del suo indotto produttivo, ha saputo negli anni porre attenzione al proprio territorio, valorizzandone gli elementi culturali e la bellezza paesaggistica in cui l’agricoltura ha svolto e può svolgere un ruolo da protagonista. Per questo motivo Cia si adopererà fermamente contro la realizzazione di questo parco fotovoltaico, valutando quali azioni possano esser messe in campo per contrastarlo con efficacia». —
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