Gioco
Contratto di fiume la strategia per gestire il bacino del Cornia
suvereto. Il fine è la valorizzazione del Cornia. Gli strumenti sono la pianificazione degli interventi di ricarica della falda, la promozione del riutilizzo delle acque reflue, la riduzione dei consumi idrici e il miglioramento della fruizione turistica. Il metodo si chiama Contratto di fiume e i tempi sono scritti nero su bianco nel documento di intenti: la firma dell’atto avverrà entro giugno 2020.
Prima della sottoscrizione però è necessario portare avanti un processo partecipato tra più soggetti, che è iniziato l’8 febbraio ed è pensato per raccogliere le idee, le proposte e le adesioni di enti e associazioni del territorio. Ecco perché al museo di arte sacra di Suvereto si è svolto un vertice tra i rappresentanti di varie realtà. C’erano, tra gli altri, il presidente del Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa Giancarlo Vallesi, l’assessora regionale all’Ambiente Federica Fratoni, il segretario dell’Autorità di bacino distrettuale Appennino settentrionale Massimo Lucchesi, la vicesindaca di Suvereto Jessica Pasquini, il responsabile del progetto Rewat Alessandro Fabbrizzi, la rappresentante del Centro italiano per la riqualificazione fluviale Laura Marianna Leone, il geologo Luca Sbrilli e il dirigente del settore Tutela acqua della Regione Marco Masi.
Il Contratto di fiume è un atto di impegno firmato da vari soggetti, i quali possono, in questo modo, condividere piani, orizzonti e modalità d’azione per valorizzare, nel caso specifico, il Cornia. Ecco dunque che la Regione, il Consorzio di bonifica, la sScuola superiore Sant’Anna di Pisa, Asa e una decina di Comuni (tra cui Campiglia Marittima, Suvereto, Piombino, Monteverdi Marittimo e Sassetta) si sono uniti firmando, lo scorso maggio, il documento di intenti per la valorizzazione delle risorse idriche del fiume. La sottoscrizione, preliminare al contratto di fiume è avvenuta nell’ambito del progetto Life Rewat, un programma cofinanziato dalla Commissione europea, che ha il Consorzio di bonifica come capofila e che si fonda su 5 interventi pilota: l’installazione di un impianto di ricarica della falda a Suvereto, la riqualificazione di un tratto del letto fluviale del Cornia, l’utilizzo di irrigazione di precisione che ha dimostrato un risparmio dell’80%, la messa in atto di una serie di opere volte a ridurre le perdite dell’acquedotto di Piombino e l’utilizzo di un impianto per il recupero delle acque reflue a Campiglia. Tutte strategie che saranno inserite, in caso la sperimentazione si rivelasse positiva, all’interno del contratto di fiume per arrivare a una gestione condivisa delle risorse idriche del Cornia. Prima però è tempo di portare avanti il percorso partecipato. Così da poter studiare una programmazione condivisa che permetta di gestire congiuntamente il bacino idrografico e aumentare le possibilità di una sua fruizione sostenibile. —
Claudia Guarino
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