Il Tirreno

La strage di Piombino, intere famiglie distrutte nel rifugio bombardato

Gianpiero Vaccaro
L'impressionante catrere di un ordigno nella zona del porto
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L'impressionante catrere di un ordigno nella zona del porto

75 anni fa gli aerei americani colpirono il porto, lo stabilimento, ma anche i quartieri popolari. Il tunnel del Vicolo Stretto fu centrato e crollò. I morti alla fine furono 52, 29 i feriti

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PIOMBINO. Spesso il destino di molti, in particolar modo nel corso di una guerra, è legato ad un filo sottile: è sufficiente una singola variabile a condannare o a graziare una intera comunità. È quello che avvenne l'8 febbraio 1944 alla città di Piombino.

La cronaca di quel giorno ci racconta che una formazione aerea composta da venticinque bombardieri pesanti quadrimotori B24 “Liberator”, appartenenti al 451st BG (H) è pronta a decollare dalle grandi basi della Puglia. Le notizie della ricognizione aerea però per il comando americano sono sconfortanti: un fitto banco di nubi, impenetrabile alla vista, grava sul loro obiettivo principale, una città del Nord Italia. Un tappeto bianco di nuvole impedisce di riconoscere il bersaglio.

Una rapida valutazione sul da farsi: il comandante decide di dirottare la formazione e puntare sull'obiettivo secondario, il polo industriale di Piombino, con il suo porto e i suo nodo di smistamento ferroviario. Ma anche sui quartieri popolari, così vicini alle fabbriche e così densamente popolati. Un obiettivo facile. La variabile “visibility”, quel giorno, ha graziato una comunità e ne ha condannata un’altra.

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Gli apparecchi partono verso Nord. Il “Liberator” serial #42-52151, pilotato dal tenente James N. Hunt, precipita nella delicata fase di decollo, andando distrutto con la perdita dei dieci uomini dell'equipaggio.

Gli aeroplani rimasti, scortati da ventiquattro caccia bimotori P38 "Lightning" del 14st FG, giungono sulla verticale della città poco prima di mezzogiorno. Alle 11,46 esatte, da una quota compresa tra i 22mila e i 2mila piedi (tra i 6.600 e i 7.500 metri), sganciano tutto il loro spaventoso carico di bombe da 500 libbre, 62 tonnellate in tutto. Il tiro riesce piuttosto preciso, con una concentrazione devastante di colpi a segno nella zona di Portovecchio, degli altoforni, nel settore meridionale dello stabilimento Ilva, sulla Magona d'Italia e sulle banchine del porto.

Le bombe piovono però anche sui quartieri a ridosso delle fabbriche, seminando morte e distruzione tra la popolazione civile.

Una di esse colpisce in pieno il rifugio antiaereo del vicolo Stretto, in quel momento affollatissimo, che crolla seppellendo gli occupanti. È una strage, la peggiore dell'intera guerra per la comunità piombinese. Si registrano 52 morti e ventinove feriti, alcuni in condizioni molto gravi. Intere famiglie sono distrutte, molti i bambini perdono la vita.

Particolare impressione in città desta la morte dei tre fratellini Costa, dei quattro Bargagli e delle due sorelline Saggini: la piccola Riva aveva solo un mese, sua sorella Maria tre anni. Una strage di innocenti. L'incursione causa l’interruzione totale dell'erogazione dell’energia elettrica, delle linee telefoniche e provoca il blocco della distribuzione dell’acqua potabile in tutto l’abitato. I sopravvissuti che ne hanno la possibilità, sconvolti e terrorizzati, iniziano a sfollare e ad abbandonare in massa la città. La difesa contraerei tedesca è piuttosto attiva ma scarsamente precisa, nessun bombardiere viene colpito. Alcuni velivoli da caccia Messerschmitt Bf109 tedeschi sono avvistati ad Est di Roma ma si allontanano senza attaccare.

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Ecco i nomi dei civili piombinesi che persero la vita il giorno 8 febbraio di settantacinque anni fa, tra parentesi l'età di ciascuno di essi.

Armanda Amadei (35) ~ Vincenzo Andolfi (81) ~ Carlo Bargagli (12) ~ Giulio Bargagli (9) ~ Mauro Bargagli (5) ~ Marcello Bargagli (23) ~ Alfonso Barcelona (54) ~ Ordana Bardi (38) ~ Fernando Bisconti (19)

Guglielmo Bisconti (52) ~ Clara Boni (42) ~ Teobaldo Bonucci (68) ~ Giuseppe Campana (53) ~ Ottavio Castellani (48) ~ Livio Cecchelli (44) ~ Carmela Costa (13) ~ Domenico Costa (5) ~ Giuseppe Costa (1) ~ Carlo Cortesi (42) ~ Giuseppe D'Angelo (19) ~ Gelsumino Del Guerra (38) ~ Elia Donatucci (54) ~ Giuseppe Ferrai (36) ~ Luigi Fornai (63) ~ Corinna Francardi (37) ~ Maria Gabriella Gavetti (4) ~ Ruggero Giannellini (66)~ Fatima Giannoni (35) ~ Alfieri Grandi (45) ~ Maria Macchi (67) ~ Mara Mannari (18) ~ Giuditta Maranca (66) ~ Livio Montini (51) ~ Carolina Maria Morelli (78) ~ Giuditta Moroni (71) ~ Nella Nassi (43) ~ Antonietta Niccolini (39) ~ Ottorino Ninci (37) ~ Bruna Orazzini (35) ~ Tarquinio Pacciardi (56) ~ Rosa Poccioni (65) ~ Angela Puglia (28) ~ Adele Rocchi (37) ~ Evandro Rocchi (52) ~ Savino Rocchi (16) ~ Quinto Rossi (64) ~ Maria Saggini (3) ~ Riva Saggini (1 mese) ~ Rinaldo Salvadori (57) ~ Angiolina Settepassi (29) ~ Enio Tonelli (17).


 

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di Redazione web