Il Tirreno

natura in città

Trasloco di pesci dal giardino acquatico di piazza Costituzione

di Cecilia Cecchi
Riccardo Banchi (da sinistra) con Milco Tonin,  Manuel Caputo e  Walter Calvi
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Riccardo Banchi (da sinistra) con Milco Tonin, Manuel Caputo e Walter Calvi

La terza volta che la vasca (inaugurata nell’estate 2015) diventa scenario di una pesca notturna davvero particolare

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PIOMBINO. Preoccupazione per i tanti pappagalli in libertà – fuggiti o fatti fuggire? – ormai riuniti in maxi colonie e senza più casa viste le pochissime palme rimaste in città, non ancora “incappucciate” perché vittime del punteruolo rosso. Da non sottovalutare i pesci rossi, che non rimanendo piccoli a vita, vengono lasciati in specchi d’acqua trovati in giro...

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Ed è la terza volta che il giardino acquatico di piazza della Costituzione (inaugurato nell’estate 2015) diventa scenario di una pesca notturna davvero particolare.
«Stavolta – racconta Riccardo Banchi, che lo cura da sempre (ingegnere comunale, socio attivissimo dell’Associazione Microcosmo di Piombino) – Sono stati tolti tutti o quasi i pesci rossi, circa dodici, ma anche un muggine, la carpa da poco introdotta, e inaspettatamente anche uno dei tre pesci gatto. Per la maggior parte – prosegue – sono stati portati nelle vasche dell’Associazione microcosmo nella sede al Centro di entomologia in via Modigliani. I pesci rossi sono stati richiesti da un appassionato che aveva un acquario adatto ad accoglierli».


«Ora la vegetazione sommersa dovrebbe tirare un sospiro di sollievo – sottolinea Banchi – Un grazie a Milco Tonin per la disponibilità nella pesca, a Manuel Caputo per i retini adatti, a Walter Calvi per le immagini che hanno raccontato ogni passaggio, dalla cattura al trasporto provvisorio al Centro naturalistico e fino alla liberazione del muggine alla foce del Rio Salivoli».

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«È la terza volta che si deve fare un’operazione del genere. – ricorda Banchi – La vasca in piazza non dovrebbe subire la sconsiderata immissione dei classici pesci rossi, di carpe e altri pesci alloctoni, né tantomeno di tartarughe americane: la presenza di certe specie in genere non permette lo sviluppo della vegetazione acquatica, con conseguente riduzione della biodiversità qui ospitata. Si tratta di una vasca un po’più autentica con le nostre specie autoctone: le rovelle, la bavosa d’acqua dolce, rane... tra le ninfee».

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Negli anni cos’è stato “traslocato”? «Testuggini americane – risponde – anche, una carpa koi insieme ad Albano Lessi, trasferite al laghetto di Tufaia a Venturina. In piazza della Costituzione ci sono cartelli che invitano a rispettare il giardino acquatico, ma siamo in area urbana. Certo un minimo di educazione ambientale ci vuole. Qui i bambini possono riconoscere le specie, le rane, le libellule... e ci vuole più attenzione per mantenere e proteggere l’habitat tradizionale». –
 

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