Il Tirreno

lunghe indagini dei carabinieri 

Ricatti ed estorsione, condannato a sei anni

Ricatti ed estorsione, condannato a sei anni

Un 33enne in carcere: la sua vittima un ragazzino a cui aveva fatto registrare una falsa confessione di violenze a un coetaneo

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PIOMBINO. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei anni e due mesi nei confronti di Luca Minucci, piombinese di 33 anni, accusato di estorsione continuata per fatti risalenti a più di dieci anni fa.

Ieri dunque i carabinieri hanno condotto al carcere livornese delle Sughere il giovane che, al termine della pena, per un anno sarà sottoposto alla libertà vigilata.

I fatti che hanno portato alla condanna definitiva di Minucci risalgono al periodo compreso tra l’estate 2007 e la primavera del 2008.

Secondo le indagini dei carabinieri del Nucleo operativo radiomobile lui, poco più che ventenne, dopo avere sottoposto a violenze fisiche un 16enne, lo aveva costretto ad affermare falsamente di avere molestato sessualmente un coetaneo, utilizzando in più occasioni le dichiarazioni che aveva preventivamente estorto e registrato, usate come strumento di ricatto per ottenere somme di denaro e oggetti.

Le indagini, iniziate nell’aprile del 2008 da parte dei carabinieri del Nucleo operativo radiomobile piombinese, hanno permesso di riscontrare inequivocabilmente quanto denunciato dai genitori della vittima minorenne, comprese le lesioni agli arti inferiori subìte dal proprio figlio per costringerlo ad affermare la falsa violenza sessuale nei riguardi del coetaneo nonché di accertare come Minucci avesse ottenuto in più occasioni, con il suo comportamento estorsivo, somme di denaro complessivamente pari a 2.000 euro oltre a capi di abbigliamento, cellulari e videogiochi.

Agli atti nel corso del procedimento sono finite, oltre alle testimonianze, la denuncia della parte offesa che si è costituita parte civile nel procedimento, gli atti di indagine compiuti dalla polizia giudiziaria, il cd rom con la falsa confessione della vittima e i certificati medici relativi alle lesioni subite dall’allora 16enne, in particolare quello che l'ospedale di Piombino ha rilasciato nella giornata del 3 aprile 2008.

Innumerevoli sono state le angherie subìte dal ragazzino, che poi riuscì a trovare la forza di denunciare ai carabinieri quello che lui inizialmente aveva creduto un amico.

Per mesi dunque andarono in scena soprusi sia fisici, con bastonate e tagli sulle gambe con un coltello, che psicologici.

È attraverso varie pressioni e ricatti che il giovane si è fatto consegnare nel tempo dall'allora minorenne tutti i suoi tesori oltre a varie somme di denaro.

Nell'ordine si tratta di due telefoni cellulari della Nokia, un paio di scarpe da calcetto di marca Puma, un lettore iPad mp4, una consolle Nintendo Ds con svariati giochi e un lettore mp3. —

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