Sicurezza
Folla per l’ultimo saluto alla giovane albergatrice uccisa da un malore
CAPOLIVERI. La chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta non è riuscita a contenere tutta la folla che nel primo pomeriggio di ieri ha preso parte, stringendosi al fianco dei familiari, al funerale di Mara Verri, l’albergatrice elbana di 46 anni, morta mercoledì scorso a Naregno. Molti, non riuscendo a entrare in chiesa, hanno assistito alle esequie da via Roma. Parole commosse e di cordoglio sono state indirizzate sull’altare da don Emanuele Cavallo, parroco di Capoliveri, lo stesso che aveva celebrato le nozze e successivamente anche amministrato i sacramenti ai due figli. Poi, al termine delle onoranze funebri, il corteo si è mosso per la tumulazione della bara che è avvenuta nel vicino cimitero di Porto Azzurro, nella cappella della famiglia Rebua, per volontà dello stesso marito, Riccardo. Il motivo per cui le esequie sono state eseguite quasi a una settimana di distanza dall'accaduto va ricercato nel fatto che a Livorno, dove Mara era stata trasferita con l’elicottero del 118, si è proceduto all’autopsia del cadavere, come del resto prescrive la legge considerando le modalità della morte della giovane donna di Capoliveri. E i medici hanno convenuto che si è trattato di un gravissimo problema cardiaco irreversibile. —
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