Il Tirreno

scuola e progetti 

Il sottomarino per testare l’inquinamento del mare

Cecilia Cecchi
Il sottomarino per testare l’inquinamento del mare

Impegnati nel laboratorio della sezione professionale Volta gli studenti della quarta e quinta B. Tra gli obiettivi le Olimpiadi della robotica a Londra  

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ERL Emergency 2017: il team Carducci Volta Pacinotti sul gradino più alto del podio nella gara con i droni terrestri e secondo nel Grand challenge progetto ardusub.

Andrei Chiriac ed Elezi Shei (5B Ipsia Volta) l’emozione la ricordano ancora: «Stavolta faremo di più...». Sono insieme a tre “colleghi” della 4B Lorenzo Filippi, Marco Pratesi, Federico Pratesi nel laboratorio di elettronica della sezione professionale Volta, in via della Pace insieme al professore (e tutor alternanza scuola lavoro) Michele Collavitti a parlare del progetto Ardusub che coinvolge le due classi.

«Sottomarino Auv (autonomous underwater vehicle ndr) – dice Andrei Chiriac – per rilievi sottomarini fino a 100 metri di profondità, testato fino a 500 metri. Sì perché quest’anno alle Olimpiadi della robotica 2019 a Londra vogliamo fare meglio: oltre al dominio cielo anche mare. I progetti col professor Collavitti insegnano tanto. Mi piacerebbe poter andare all’università ma dopo la maturità sarebbe meglio trovare un lavoro».

«Vorrei poter proseguire – aggiunge Elezi Shei – proprio in quei settori dove la scuola mi ha formato, come elettronica ed elettrotecnica».

Il laboratorio, una di quelle aule da cui a quanto pare nessuno vuole scappare. «Facevamo i primi test ai motori del sottomarino – interviene Collavitti – ma c’era qualcosa che non andava e non capivamo perché. Alle 14 li abbiamo “buttati fuori” perché chiudeva la scuola. Ma il giorno dopo sono entrati 20 minuti prima per riuscire a farli funzionare e alle 8, 10, l’orario in cui dovevano entrare realmente a scuola, mi hanno inviato il video...col successo ottenuto...! » .

«I test con questo sottomarino sono appassionanti» conferma Lorenzo Filippi. Rincara Federico Pratesi: «Faccio immersioni in apnea, ma un sottomarino così potrebbe essere utile anche per i lavori nell’area del nuovo porto di Piombino».

«Un mezzo – spiega Marco Partesi – che può agire in modalità autonoma o controllata con 30 metri di fibra ottica e una boa in superficie per la trasmissione dati alla stazione di terra». Valido per testare e valutare fattori inquinanti, il sottomarino ha tutte le carte in regola per le “Olimpiadi della robotica” e soprattutto come progetto-studio per la maturità.

«A settembre – conferma Collavitti – con i nostri ragazzi dell’Ipsia abbiamo accettato una nuova sfida ambiziosa. La realizzazione di un sottomarino Auv in collaborazione con una prestigiosa società di La Spezia che opera nel settore in tutto il mondo. Piano piano la cosa si sta concretizzando tanto da sperare di “immergerlo” a maggio per esplorare i fondali del nostro mare fino ad una profondità iniziale di 30/40 metri per poi spingerci anche fino a oltre 100 metri consentendo di fare dei rilevamenti video fotografici, di ritrovamento reperti con posizionamento gps, analisi marine con varie sensoristiche di bordo e molti altri utilizzi che testeremo col tempo. Il veicolo può navigare ad una velocità massima di 4 nodi fino a 8 ore. I ragazzi sono motivati – conferma –, interessatissimi e stanno già apprendendo una serie di nozioni e competenze davvero grandi. Presto avremo a disposizione una tecnologia molto “all’avanguardia” a disposizione del nostro bel territorio, e tutto realizzato da zero nei laboratori di elettronica del “Carducci Volta Pacinotti” di Piombino». Progetti d’eccellenza, progetti di scuola. –

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