Il dolore
«Ma la componente pubblica deve guidare le scelte strategiche»
I dubbi della Cgil sulla cessione della maggioranza di Rimateria ai privati con la vendita del secondo 30 per cento di quote alla Navarra spa
le richieste
«Richiediamo trasparenza, il mantenimento del controllo e delle scelte strategiche in mano alla componente pubblica, il coinvolgimento di cittadini, rappresentanza sindacale e Rls, per un buon piano di sicurezza legato ovviamente alla corretta gestione dei luoghi di lavoro in presenza di materiali potenzialmente pericolosi».
Così si esprimono Patrizia Villa, segretaria provinciale Cgil con delega all’ambiente, Giovanni Golino, segretario generale Fp-Cgil provincia di Livorno, commentando il fatto che «Rimateria non è più a maggioranza pubblica. Una scelta che è partita da lontano – scrivono in una nota – figlia del bisogno di risanamento economico delle società che hanno gestito in precedenza gli impianti e la raccolta dei rifiuti. Noi come Cgil siamo da sempre favorevoli alla maggioranza pubblica su beni essenziali come appunto il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, anche speciali, sia privati che industriali e come tali, manteniamo tutti i seri dubbi che manifestammo sin dall’inizio. Troppi sono gli episodi che hanno riempito il nostro Paese – proseguono – di siti industriali bisognosi di bonifiche, troppo spesso mai risolte. La nostra richiesta ovviamente riguarda in primo luogo il lavoro e le condizioni contrattuali dei dipendenti e dell’indotto coinvolti ma, sullo stesso piano, auspichiamo la massima attenzione nei conferimenti e smaltimenti. Siano a norma e non trascurino le normali procedure favorite dall’avanzata tecnologia all’epoca dell’industria 4.0».
Per la Cgil dunque «i controlli non servano per spingere i livelli di produttività oltre i limiti umani ma a monitorare che il percorso sia corretto e trasparente. Il materiale venga accuratamente controllato quando parte dal luogo di origine, anche attraverso lavoratori della stessa Rimateria, monitorato durante il tragitto, verificato al momento dell’ingresso in discarica e ovviamente la tracciabilità dell’intero percorso del rifiuto smaltito». Questo è l’unico percorso, per Villa e Golino – per offrire le ragionevoli garanzie a cittadini e lavoratori che l’impianto sia in sicurezza e le lavorazioni siano rispettose dell’ambiente».
La Cgil dunque si dice «come sempre al fianco dei lavoratori, ma il massimo dell’attenzione dev’essere posta ai diritti di cittadini e cittadine e la salute pubblica deve stare al primo posto. Non mancano i mezzi per controllare, serve la volontà e una giusta progettazione delle prassi in uso».
In particolare infine, il sindacato auspica che si inneschi la rete del riciclo, non solo discarica quindi, ma un piano industriale che preveda anche nuovi impianti per l’economia circolare del recupero. L’avvio di impianti di energie rinnovabili là dove il nostro territorio sta marcando notevoli ritardi che non solo non proteggono l’ambiente, ma ci rendono anche non competitivi ed attrattivi. Spazi industriali attualmente abbandonati potrebbero diventare location interessanti. E’ impensabile – è la conclusione – scindere questi temi se vogliamo rilanciare il lavoro in prospettive di avanzamento e uscita dalla crisi». —
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