Il Tirreno

PROGETTO TERNA 

«Avremo risposte certe» Il sindaco Parodi ottimista

Michelangelo Pasquinelli
«Avremo risposte certe» Il sindaco Parodi ottimista

Allestito un “tavolo dal Comune per avere garanzie sull’inquinamento con la società, l’Arpat, la maggioranza e la minoranza consiliare 

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SUVERETO. «Terna ha 20 giorni di tempo per portare risposte certe alle nostre richieste». Questo l’impegno perentorio del sindaco Giuliano Parodi dopo il primo “tavolo” allestito dal comune con la società, l’Arpat per le garanzie sull’inquinamento, maggioranza e minoranza consiliare, cui era stato invitato anche il Comitato per il No Sacoi3 che non ha partecipato. La diatriba suveretana e comprensoriale sulla nuova centralina ai Forni riguarda la linea elettrica da rinnovare e potenziare dopo decenni di uso, da Suvereto a San Vincenzo e Piombino per il grande salto verso la Corsica e la Sardegna.

Il sindaco Parodi traspare ottimismo per ottenere risposte positive da Terna, vantando di «aver governato i processi, non subendoli come è successo per 50 anni», anche se ancora non c’è nulla di definitivo. I capisaldi di Parodi sono la salute dei cittadini rispetto al potenziamento delle linee elettriche, che Arpat avrebbe rassicurato, sommato al minimo consumo di terreno agricolo: «Costruzione della centrale tutta all’interno del perimetro esistente senza occupare nemmeno un metro di nuovo suolo agricolo, demolizione di tutte le strutture dell’attuale Sacoi2 – ha precisato il sindaco – quando verrà dismesso, riorganizzazione delle linee aree nei terreni circostanti la centrale con la demolizione di quelle non più in servizio o l’interramento, misure concrete di mitigazione visiva dell’impianto attraverso piantumazioni ed altro». Sull’altro piatto della bilancia poi le cosiddette ricadute positive su Suvereto: «Le opere compensative dovranno prevedere investimenti nel nostro comune, dalla ristrutturazione del palazzo della Loggia, al campo da tennis coperto, alla manutenzione delle lastre nel centro storico e così via, mettendo tutto nero su bianco». Sembrerebbe la quadratura del cerchio, con la soluzione “tutto dentro i confini attuali di Terna” che si è fatta avanti nel corso delle aspre discussioni, mentre inizialmente si parlava di nuova centralina su quattro ettari di terreno adiacente, già proprietà Terna, osteggiata un po’ da tutti per l’impatto visivo in una zona turistica e di produzioni pregiate. Di fatto, all’interno della centrale, al momento dello smantellamento del “Progetto 1000” era stato consentito a Terna (e da questa ad altra società) di realizzarvi un grande insediamento fotovoltaico che sembrava impedire la nuova centralina, oltre che controproducente per l’ambiente circostante. Le rassicurazioni del sindaco non hanno convinto il Comitato del No Sacoi3 che ha addirittura addotto prove di una certa pericolosità delle attuali linee elettriche in funzione e che dovrebbero essere potenziate, ma soprattutto non hanno nemmeno partecipato al famoso tavolo tecnico «in quanto, non esistendo ancora un progetto, diviene impossibile esprimersi compiutamente», ferme restando le critiche di fondo ambientali ed economiche. Il Pd è critico soprattutto per la commissione multidisciplinare scientifica fortemente richiesta da mesi: «Cosa ben diversa dal tavolo tecnico, dal carattere piuttosto politico e non terzo. Non cerchiamo accordi di convenienza, ma solo certezze sulla salute e sul miglioramento del patrimonio ambientale e paesaggistico del nostro territorio». –

Michelangelo Pasquinelli

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