Il Tirreno

Due anni e otto mesi alla madre 28enne che fuggì in Francia con la sua bambina

di Antonella Danesi
La bambina il giorno del rientro in Italia
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La bambina il giorno del rientro in Italia

La donna raggiunse il compagno, cittadino marocchino, che sarà processato. La piccola doveva essere operata

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PORTOFFERRAIO. Sta per giungere all’epilogo la vicenda della bambina che la scorsa estate era stata rapita e portata in Francia dai due genitori, papà marocchino e mamma elbana, entrambi residenti all’isola d’Elba.
La madre ha patteggiato due anni e otto mesi di reclusione, mentre il padre, attualmente detenuto in Italia, andrà a giudizio.

Il processo inizierà mercoledì prossimo e i reati contestati sono sequestro di persona, tentate lesioni colpose, sottrazione di minore e trattenimento all’estero. La vicenda parte l’estate scorsa, il 13 luglio, quando la bambina di cinque mesi, a causa di una difficile situazione familiare, era stata affidata ai servizi sociali dell’Usl di Portoferraio dal Tribunale per i minori di Firenze.

Dopo il provvedimento però i due genitori, entrambi ventottenni, hanno deciso diversamente. Nel luglio 2018 la piccina è stata presa dalla coppia e portata in Francia per sottrarla ad un intervento chirurgico a cui doveva essere sottoposta il prima possibile per curare una malformazione congenita al cranio che avrebbe potuto creare importanti problemi nella fase della crescita. L’intervento doveva essere fatto il 24 luglio all’ospedale Meyer di Firenze, ma sei giorni prima la madre ha lasciato l’Elba e raggiunto il confine con Ventimiglia per entrare in Francia ed incontrarsi con il marito. I due erano diretti a Parigi. Un caso che aveva destato sull’isola e non solo, una grande apprensione per le sorti della piccola, che doveva essere ritrovata e sottoposta all’intervento chirurgico.

I due genitori, grazie ai movimenti registrati dalle carte di credito che usavano, sono stati individuati nella periferia nord di Parigi, precisamente nei comuni di Colombes e Asnières-sur-Seine, e il 26 agosto sono stati arrestati dalla polizia francese e incarcerati con l’accusa di sequestro di persona, tentate lesioni aggravate, sottrazione e trattenimento della bimba all’estero. A far partire le ricerche è stata una segnalazione del Tribunale dei Minorenni che aveva disposto l’affidamento della bambina ai servizi sociali, dopo una denuncia della nonna materna, che ha comunicato la scomparsa della figlia e della nipote.

Intanto la procura di Livorno aveva emesso un mandato di cattura europeo nei confronti dei due ventottenni, esistendo il reale pericolo che portassero la figlia in Marocco. Dopo l’individuazione dei due la piccola è stata immediatamente trasferita presso una struttura ospedaliera francese per essere sottoposta ad un controllo sanitario in attesa del suo rientro in Italia. Il 10 settembre è terminata l’odissea della piccola arrivata in Italia, all’aeroporto di Firenze dopo aver viaggiato accompagnata da personale medico francese. Ad accoglierla oltre al personale dei servizi sociali e la nonna, anche i carabinieri del Nucleo Investigativo di Livorno che hanno condotto le indagini per rintracciare la bambina. Arrivata in Italia è stata trasferita immediatamente all’ospedale Meyer dove nei giorni successivi è stata sottoposta al delicato intervento chirurgico previsto, pienamente riuscito.

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