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Geotermia, la nuova legge apre alle imprese private

Giorgio Piglia
Geotermia, la nuova legge apre alle imprese private

Commento positivo del sindaco Giannoni: «Il testo sembra soddisfacente» Con il mercato libero l’Enel perde (in parte) il monopolio delle perforazioni

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Monteverdi. Alla fine, dopo un confronto politico che durava da anni ed ha visto forti contrapposizioni anche all’interno dei partiti di maggioranza (Pd in particolare) la Toscana ha una nuova legge sulla geotermia. I primi commenti, in un territorio come questo che vive di geotermia da due secoli, sono cauti ma sostanzialmente positivi: «Il testo finale – osserva il sindaco Carlo Giannoni, uno degli esponenti più battaglieri nella difesa dei cardini storici dell’industria del vapore – per quanto ho potuto leggere mi sembra che corrisponda abbastanza bene alle esigenze che più volte avevamo espresso, anche in polemica con i vertici del Pd in consiglio regionale (leggi: il capogruppo Marras, ndr). Si fa maggiore attenzione alle problematiche ambientali e ci sono regole certe. Nel complesso, è un passo avanti per lo sviluppo del settore. Mi fermo qui, perché, per un giudizio più approfondito è necessario leggere le specifiche tecniche».

Un aspetto innovativo della nuova legge è l’apertura del territorio alle imprese che intendono creare nuovi siti di estrazione del vapore geotermico. «In Regione ci sono già molte richieste di concessione – ricorda Carlo Macchioni, consigliere delegato all’ambiente del comune di Monteverdi – che ora dovranno essere valutate secondo quanto è stato stabilito per il mercato libero delle concessioni. Prima di questa legge, solo l’Enel poteva effettuare nuove perforazioni, ora anche altre aziende potranno intervenire sul territorio, ma limitatamente alla bassa e media entalpia, mentre la società elettrica continuerà a operare nell’alta entalpia».

Il mercato libero però non vuol dire che si potranno fare perforazioni dovunque, la legge regionale individua le zone “vocate” e quelle che non lo sono. «Monteverdi è fuori da questo discorso – puntualizza Giannoni -, ma in ogni caso la Regione dovrà operare con attenzione alle sensibilità locali e ai curricula tecnico-scientifici delle imprese che chiedono le concessioni e alle loro garanzie economiche: non sarebbe un bel risultato trasformare il territorio in un groviera di buchi fatti da aziende mordi e fuggi. Mi auguro, inoltre, che adesso la Regione autorizzi al più presto la nuova centrale PC6 di Piancastagnaio, che darà una forte spinta all’occupazione. In attesa, come sindaci dell’area geotermica, di essere ricevuti dal ministro dello Sviluppo, per la questione irrisolta degli incentivi negati, senza i quali i contraccolpi saranno pressoché immediati in tutto il settore dell’indotto. E come sindaco di Monteverdi, infine, voglio ringraziare i consiglieri regionali delle nostre zone, Mazzeo, Pieroni e Alessandra Nardini, che si sono sempre battuti per una legge delle geotermia di sviluppo del territorio». Infine, dopo il botta e risposta tra Anselmi e il sindaco Giannoni sulle pagine del Tirreno, la geotermia offre un ulteriore spunto polemico al consigliere di minoranza: «Mentre tu eri a far passerella nelle manifestazioni io mi sono mosso, purtroppo con scarsi risultati, presso il Mise e l’Ambiente, il tutto testimoniato da registri d’ingresso e messaggistica». Anselmi respinge l’accusa di essere poco presente a Monteverdi: «In questi 5 anni ho espletato la mia attività con continuità ed interesse» ed ora «lavoro per un vero rinnovamento». —

Giorgio Piglia



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