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Carabinieri sfrattati Corsini: «Lavoriamo per una soluzione»
rio. Il comune di Rio sta lavorando per risolvere al più presto e al meglio l’emergenza delle sede dei carabinieri di Rio, che il 28 gennaio hanno ricevuto il secondo accesso dell’ufficiale giudiziario in seguito allo sfratto esecutivo dai locali occupati dalla caserma. La proprietà ha concesso tempo fino al 12 marzo 2019, dopo essersi detta disponibile a valutare una proposta per vendere l’immobile che secondo una prima stima (da rivedere) ha un valore intorno ai 500mila euro. L’acquisto di un edificio è una delle proposte che sta valutando l’amministrazione comunale che comunque ha procedure che hanno bisogno di tempi più lunghi di quelli indicati dalla proprietà per lo sfratto definitivo, tra circa 40 giorni. «Stiamo cercando di veder quale strada intraprendere. L’acquisto di una sede piuttosto che una nuova costruzione è un’ipotesi che stiamo valutando anche se non è detto che l’immobile sia quello attuale e a quel costo» spiega il sindaco di Rio, Marco Corsini che ribadisce come l’acquisizione patrimoniale da parte di un’amministrazione comunale sia questione abbastanza complessa. «Vogliamo valutare anche la possibilità, nel caso, di considerare altri immobili da assegnare ai carabinieri – aggiunge Corsini –. A giugno scorso, al momento del nostro insediamento, ci siamo trovati in questa situazione di emergenza che si protrae da anni e che non è stata mai risolta. Il comune sta lavorando per definirla presto e al meglio ma non abbiamo la bacchetta magica. Il nuovo comune di Rio ha un territorio vasto, circa 50 chilometri quadrati in cui è necessario avere la presenza di una caserma dei carabinieri che stanno facendo un ottimo lavoro». La prima ipotesi annunciata dal sindaco di Rio era stata quella di realizzare una nuova caserma, nella zona di Vigneria con un piano di massima già pronto (dietro corresponsione di una canone adeguato da parte dello stato). Data l’emergenza a cui si è trovato di fronte Corsini sta valutando anche l’ipotesi dell’acquisto ma «sarà un percorso complesso e che ha bisogno di tempo – ribadisce – e non è detto che lì immobile sia quello che ospita attualmente la caserma. Si può anche pensare ad un bando di gara. L’amministrazione ha le sue procedure e noi abbiamo bisogno di tempo». Di certo non basteranno 40 giorni, quelli che mancano al nuovo accesso dell’ufficiale giudiziario. «Non si tratta di uno sfratto che si può fare con tranquillità – dice il sindaco – è complesso eseguirlo. Noi nel frattempo - conclude – daremo conto dei necessari passi formali che stiamo facendo». —
A.D.
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