Il Tirreno

sanità 

Fials frena gli entusiasmi «Il problema di Maternità non sono solo i 500 parti»

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PIOMBINO. «Bilancio fallimentare per la sanità pubblica in Val di Cornia. Basta propaganda da parte di sindacati e istituzioni». Parole di Massimo Ferrucci (Fials)che in fatto di responsabilità ne attribuisce in primis alla riforma regionale con la nascita delle mega Asl.

«Altra scelta sbagliata - dice - l’unificazione Piombino Cecina sommando due debolezze. Non è stata raggiunta la soglia di un ospedale di I° livello e nemmeno quella del decreto Balduzzi». Sul punto nascita ricorda che il Ministero aveva espresso parere sfavorevole alla deroga «e si presume non solo per la mancanza dei 500 parti all’anno ma per mancata presenza di un pediatra, un ginecologo/ostetrico, un’ anestesista H 24 come previsto dalle linee Guida della Conferenza –Stato Regioni. Le reperibilità non possono sostituire la presenza H 24 dei medici, pertanto in assenza della autorizzazione in deroga dovrebbero essere adottate le misure previste dal Documento della Direzione aziendale che indica il mantenimento delle attività a Piombino“ che non prevedono il ricovero ordinario perdendo esclusivamente la possibilità di effettuare l’evento parto, che sarebbe svolto a Cecina”». Anche il sindacato autonomo auspica modifiche alle linee guida, che il ministro attuale Giulia Grillo ha annunciato e il Tirreno riferito, «ma sui risultati non vi è alcuna certezza. Occorre ad oggi - prosegue - il rispetto dei parametri di accreditamento delle strutture per le indispensabili garanzie per la sicurezza delle donne. La scelta di un ospedale unico su due presidi significa distribuire tra le due strutture le attività oggi presenti e i sostenitori di questo assetto debbono dirlo con chiarezza ai cittadini ed ai lavoratori». Il riferimento è alle affermazioni della Uil sanità a cui Ferrucci manda a dire che «è illusorio e fuorviante prevedere la mobilità dei medici dalla Azienda Ospedaliera Pisana e dalle altre zone per coprire sporadicamente i buchi. Piombino tra il 2016 e il 2017 per le attività di chirurgia registra un meno 144 interventi, per otorino un meno 61, per ortopedia un meno 79. Dov’è finito - domanda il sindacalista - il suggestivo progetto dell’Ospedale Nuovo a Riotorto? Dove è il piano di realizzazione della psichiatria? Sarebbe interessante conoscere quando si realizzerà la struttura di Emodinamica sbandierata senza un concreto iter di programmazione». Nel frattempo, ricorda Ferrucci, «Ortopedia è a rischio chiusura o costretta a ridurre le prestazioni. Abbiamo chiesto un incontro al sindaco Giuliani ma ad oggi non avendo nessuna convocazione revochiamo la richiesta». —

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