«Dissalatore inutile e danni all’ambiente» Comitato all’attacco ma il progetto avanza
A meno di 24 ore dall’apertura delle buste per l’affidamento dei lavori torna rovente la polemica: «Potevano esserci numerose alternative»
opera contestata
A meno di 24 ore dall’apertura delle buste per l’affidamento della realizzazione del dissalatore a Mola, il comitato dei cittadini che si dichiara contrario all’impianto torna a far sentire la propria voce. E lo fa, indirizzando a tutti i sindaci dei Comuni elbani e a quelli del bacino Asa una lettera, in cui esprime le proprie perplessità su un progetto (oggetto anche di ricorso al Tar) che almeno nelle intenzioni dovrebbe rendere autonoma la maggiore isola della Toscana dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico. Ecco cosa contestano i componenti del comitato. Non sono state studiate soluzioni alternative, peraltro assai più vantaggiose. Quali? Il risanamento delle condutture per recuperare le perdite della rete. «La stessa Asa – si legge nella nota – le valute oltre il 50 per cento, senza contare la continua e la frequente riparazione che ha costi elevati». Poi la realizzazione dei nuovi pozzi e dei bacini sul territorio per la raccolta dell’acqua piovana. Segue un censimento degli oltre sei/sette mila pozzi privati con una severe normativa sui loro emungimenti privati. «Il progetto del dissalatore – continua la lettera – presenta molte criticità ambientali. La zona prescelta è una pianura alluvionale, allagata più volta negli ultimi decenni, peraltro vicina a una zona umida protetta». Inoltre preoccupano i residenti l’inquinamento acustico e lo scarico a mare della salamoia. «La quale – puntualizzano i dissidenti – nel giro di qualche anno produrrà un innalzamento della salinità nelle acque del golfo di Mola che è chiuso su tre lati». Un altro argomento forte è l’aspetto finanziario. «Asa – aggiungono – non ha mai presentato ufficialmente ai sindaci elbani il piano finanziario dell’investimento, un costo che dovrebbe aggirarsi attorno ai 15-20 milioni di euro. Probabilmente la Regione coprirà per intero la spesa, ma una volta costruito il dissalatore, nessuno, nemmeno Asa, conosce i futuri costi di gestione e la modalità di come saranno spalmati sugli utenti». Quindi gli stessi residenti elbani saranno chiamati a contribuire alla gestione dell’impianto. Poi la lettera prosegue chiarendo il motivo per cui il comitato considera un errore madornale il progetto che dovrebbe risolvere una volta per tutte il problema del rifornimento idrico. «Il dissalatore – puntualizzano quelli del comitato – è l’opera meno indicata per questo problema, in quanto può solo produrre 80 litri al secondo per 365 giorni all’anno e quindi non è in grado di soddisfare i picchi di consumo in piena stagione turistica. Quindi per questo è un’operazione inutile e dispendiosa per le tasche degli utenti elbani». Come finirà la storia? Probabilmente si costruirà il primo dissalatore che funzionerà solo nei mesi estivi. «Nel contempo – conclude la lettera – si realizzerà un serbatoio. Alla fine ci si accorgerà che sarebbe stato più economico riempirlo con le acque piovane invernali dimostrando che il dissalatore è un’opera inutile». —
Luigi Cignoni
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