Gioco
Il Comitato ai consiglieri «Non fate passare anche Wecologistic»
piombino. C’è un altro fronte dei rifiuti che mobilita il Comitato salute pubblica, e riguarda la piattaforma di rifiuti Wecologistic. Nel consiglio comunale del 5 febbraio si voterà infatti per adottare una variante «per permettere alla ditta Wecologistic, che intende accogliere rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, di insediarsi ad Ischia di Crociano. Come Comitato ci siamo già espressi contro questo nuovo impianto, sia per motivi di carattere generale che di tutela ambientale». Il Comitato elenca tre punti fondamentali: il primo riguarda il territorio «che costituisce la nostra ricchezza, il suo utilizzo deve rispondere agli interessi generali e portare al maggior numero possibile di nuovi posti di lavoro, non deve solo garantire profitti a chi investe». Altro punto: la Wecologistic «ostacolerà di fatto la diversificazione verso agricoltura, turismo, nuove attività legate al mare, tutto questo senza favorire il rilancio della siderurgia. Ricordiamo che tutto ciò non ha niente a che vedere con i nostri rifiuti urbani, che vanno a Grosseto». Infine l’impianto «sarà utilizzato da tutti i produttori di rifiuti che cercano sul mercato il modo migliore di disfarsi di rifiuti al minor costo, nel rispetto della legalità. Wecologistic raggrupperà, confezionerà e invierà (via mare, via ferrovia o tramite rete stradale) i rifiuti alla destinazione più vantaggiosa, rivolgendosi ai paesi che possiedono legislazioni più favorevoli caso per caso».
Secondo il Comitato quanto sostiene Wecologistic sull’impatto-zero degli impianti è alquanto azzardato. Pwerché «ci sarà dispersione aerea» nella movimentazione dei rifiuti, e «poco sappiamo di come verranno trattati i carichi che giungeranno alla stazione di Fiorentina e del loro tempo di stazionamento». Il Comitato ricorda che l’area dista meno di un chilometro dall’Oasi Orti Bottagone, che è vicinissima a campi coltivati e vicina a case e altre aziende. Si sottolinea poil problema del passaggio dei camion sull’unica via di accesso di Piombino. E le operazioni sui rifiuti «si svolgono dentro un capannone di 10mila metri quadri. Queste operazioni non sono tuttavia esenti da pericolo e sicuramente non possono avere un impatto ambientale zero». Il Comitato conclude augurandosi che il consiglio comunale del 5 febbraio, «preso atto di questi importanti aspetti, decida di non modificare il Regolamento Urbanistico. «Farlo significherebbe un altro passo verso la consegna della città e del comprensorio ad una nuova monocoltura, quella dei rifiuti». —
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