Il Tirreno

«Una lista unica trasversale per Monteverdi»

G.P.

La proposta di Alessio Anselmi che teme la fagocitazione da parte di Pomarance  

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la candidatura

Alessio Anselmi prefigura uno scenario fosco: «La sinistra monteverdina mira a trasformare il nostro paese in frazione di Pomarance, vedi le parole del capogruppo Pd Francesco Govi a favore di un voto unitario sul nuovo piano regolatore, perché – cito le sue parole – “è un atto politico diretto ad arrivare al comune unico”».

La conseguenza di questo eventuale processo di unificazione, che secondo Anselmi renderebbe Monteverdi l’ultima frazione di Pomarance, «è la fine dei servizi comunali, l’anemizzazione degli ambulatori medici, il sicuro trasferimento della farmacia comunale, per non parlare delle scuole e di quant’altro di pubblico servizio». Perciò, conclude sul punto, «è indispensabile stare molto attenti affinchè il tornaconto politico di chicchessia non si trasformi in acre nocumento per tutta la nostra comunità».

Con il “no” secco all’ipotesi di unificazione con Pomarance Anselmi apre di fatto la campagna elettorale per le amministrative di Monteverdi. Laureato in storia, una vita in mare come ufficiale, da qualche anno in pensione con il grado di ammiraglio, Anselmi in questi ultimi cinque anni ha rappresentato la minoranza consiliare di ”Popolo libero”, lista civica guidata dal capogruppo ed ex funzionario del Comune, Nevio Venturi. Un’esperienza che sembrerebbe ormai conclusa, sia per l’annunciato ritiro dalla scena politica di Venturi (ma in politica mai dire mai) sia per una differenziazione di linea,più volte evidenziata in Consiglio: intransigente il capogruppo, più dialogante il consigliere. E del resto Anselmi sottolinea senza equivoci la fine del suo percorso all’interno di “Popolo libero” firmando il “no” all’unificazione con Pomarance come consigliere comunale di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni di cui è dirigente provinciale.

«Sto sognando un’utopia – puntualizza – e cioè raggruppare dieci persone fuori dai partiti e dotate di capacità amministrative, e insieme promuovere una lista unica. Ci sarebbe posto anche per chi ha già operato in Municipio, ma non con incarichi di vertice. Sarebbe davvero bello riuscirci, sarebbe l’unico modo per superare certe divisioni “tribali” che determinano crepe nella vita del paese e stupide contrapposizioni. L’idea piace, io sono amico di tutti, non ho avversari».

Il sasso è lanciato, si attendono riscontri. «E’ una fase di attesa – conclude Anselmi – e di chiarimenti. Cittadini oggi “spettatori” mi hanno incoraggiato: “Faresti la cosa bona” m’hanno detto in monteverdino».

Ma se l’utopia di Anselmi non si realizza che cosa accadrà? «Sarà inevitabile - risponde – mettere in campo una lista sovranista e chiarire bene da che parte si sta».

Con il sindaco Carlo Giannoni che non si ricandida dopo tre mandati consecutivi e molti voti “personali” in libertà, con centrodestra e Cinque Stelle che alle politiche del 4 marzo qui hanno quasi triplicato i voti del centrosinistra, la voglia di una “spallata” potrebbe far prevalere la seconda ipotesi di Anselmi sulla sua stessa sorprendente utopia.

G.P.



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