La protesta
«Sulla riorganizzazione serve subito un incontro con la direzione»
Le rsu di Aferpi restano in attesa di una convocazione al Mise «Senza una data manifestazione davanti alla prefettura»
PIOMBINO. Non è un momento facile per le relazioni industriali tra i sindacati e la direzione di Aferpi. Prima la presa di posizione di Fim, Fiom e Uilm riguardo ai tagli al monte ore, con la richiesta «se si vuole tornare a produrre utili, di fare gli investimenti necessari e puntare a riconquistare ordini e clienti», poi la replica dell’azienda che ha sostenuto la necessità di tenere i conti a posto per il futuro stesso della fabbrica, respingendo le critiche secondo cui la riduzione delle ore di lavoro «in postazioni di controllo mette a rischio la sicurezza di tutti i lavoratori», accuse arrivate dopo un serio infortunio al tmp.. Ieri dunque Fim, Fiom e Uilm hanno analizzato la situazione nel consiglio di fabbrica che «ha approvato e confermato le analisi contenute nel documento delle segreterie Fim, Fiom e Uilm di giovedì 24 relative alla preoccupazione sulla riorganizzazione del lavoro per una riduzione dei costi che – ribadiscono i sindacati in una nota – mette a rischio la sicurezza del personale e degli impianti».
Per questo il sindacato chiede all’azienda «di fare un passo indietro e di incontrarci per analizzare e spiegare le nostre motivazioni, proprio in merito alla necessità di garantire la sicurezza, e alle scelte del personale per le quali l’azienda si era dichiarata disponibile a effettuare le verifiche dopo le nostre richieste». Ci sarebbe insomma una modalità di selezione del personale che ruota sui reparti, che non convince il sindacato.
Su questo il consiglio di fabbrica annuncia che «in funzione delle decisioni aziendali, valuterà le risposte politiche e le iniziative necessarie».
Il sindacato però è preoccupato anche dal silenzio che circonda la vicenda delle acciaierie piombinesi: «Non sentiamo da ormai troppo tempo più parlare della vertenza Piombino – dicono le rsu – da nessuna fonte politica e istituzionale», e per questo il consiglio di fabbrica «ha dato mandato alle segreterie Fim, Fiom e Uilm di attivarsi con sindaco, Regione e con tutti i partiti politici locali».
Infine le rsu ricordano che «dopo l’ultima richiesta, siamo ancora in attesa di una convocazione al Ministero per monitorare lo stato di avanzamento del progetto Jindal con i massimi livelli istituzionali. In questo senso, in assenza di una data di convocazione, organizzeremo entro la fine della prossima settimana una manifestazione davanti alla Prefettura». —
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