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Nuovi piani per i punti nascita, spiragli per Villamarina

Valeria Parrini
Nuovi piani per i punti nascita, spiragli per Villamarina

Il ministro Giulia Grillo annuncia più attenzione verso le zone svantaggiate  dove potrebbe cadere la soglia dei 500 parti annui attualmente necessari

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PIOMBINO. Verso la revisione della normativa sui punti nascita con un occhio più attento alle esigenze dei territori svantaggiati. Parola di ministro.

Che sia uno spiraglio per il reparto di Villamarina è presto per dirlo. La novità, comunque, incrina quello che, deroghe a parte, pareva un tabu: stop alle strutture sotto i 500 parti/anno. E a Piombino, dove l’andamento è negativo da anni, nel 2018 sono nati appena 259 bambini.

Giulia Grillo si è detta disponibile a rivedere l’accordo Stato Regioni, - che fissa la soglia numerica, - all’interno di un nuovo Patto per la salute da completare in marzo.

La novità è emersa al termine dell’incontro con il presidente della conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia Romagna. Stefano Bonaccini non è stato l’unico a rivolgersi al governo.

«In questi mesi - ha affermato Grillo a fine riunione - sono state molte le richieste di rimodulazione della rete dei punti nascita arrivate da varie parti d’Italia. In considerazione del progressivo calo degli indici demografici del Paese, della carenza di alcune figure professionali sanitarie e per l’evidenza di situazioni territoriali disagiate, credo sia necessario valutare insieme alle Regioni l’attualità dell’Accordo del 2010».

«Le riforme, come tutti gli esperimenti, vanno monitorate ed eventualmente aggiornate, se necessario, alla luce dell’esperienza acquisita sul campo», ha concluso il ministro.

Dunque, la discussione si riapre lasciando al centro le garanzie di sicurezza della madre e del bambino. Che a Villamarina vengono considerate acquisite. I dati della natalità collegati alle criticità sono in linea con il trend registrato nei reparti più grandi.

I parametri di accreditamente sono sostanzialmente rispettati. E’ vero, la sala operatoria non è all’interno del reparto ma il blocco operatorio c’è e comunque, se il criterio fosse vincolante, l’ostacolo potrebbe essere superato.

Il nocciolo vero resta quello degli organici, con ginecologi e pediatri presenti 24 ore su 24. La copertura adesso è completata ricorrendo alla reperibilità.

Ai 3 pediatri attuali se ne dovrebbero aggiungere 2 mentre altri tre professionisti dovrebbero affiancare i 4 ginecologi in forza al reparto. Dove dal primo febbraio sono previsti rinforzi in termini di turni aggiuntivi garantiti da medici provenienti da tutti i presidi ospedalieri della zona Nord Ovest. Fonte Uil sanità che con il coordinatore Paolo Camelli aggiunge: «Il solo modo per affrontare il problema del personale è quello di ragionare in termini di squadra, di equipe unica Cecina-Piombino. Intanto perchè parliamo di figure professionali che non sono sul “mercato”».

Numeri chiusi all’università, pensionamenti - a cui si aggiungeranno quelli per il provvedimento della quota 100 - pesano per migliaia di uscite. «E peseranno per i prossimi dieci anni almeno. Nella migliore delle ipotesi si tratterà di galleggiare», secondo il sindacalista.

Nella prossima riunione della Conferenza dei sindaci chiederà che siano messe in rete anche le specialistiche delle aziende ospedaliere. Come Cisanello.

«Ottimizzare tutte le risorse è possibile e necessario, anche - chiude - ricorrendo ad accordi che favoriscano la copertura delle specialistiche che mancano».

La giunta ha affermato anche di recente di voler rafforzare il punto nascita e di non volersi fermare alla richiesta, avanzata da tempo, di una deroga che salverebbe Villamarina dal taglio di Maternità e ostetricia.

La richiesta di un incontro al ministro, ipotizzata nelle dichiarazioni dell’assessore Margherita Di Giorgi, potrebbe essere interessante anche alla luce della discussione che si sta riaprendo. —

Valeria Parrini

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