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«Porto della Chiusa, andiamo avanti» In arrivo un’assemblea dei soci

Cristiano Lozito
«Porto della Chiusa, andiamo avanti» In arrivo un’assemblea dei soci

Dopo il no di Invitalia ai finanziamenti, il presidente Bastianini sostiene che «il progetto non è morto»

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PIOMBINO. La bocciatura di Invitalia alla richiesta di un finanziamento da oltre 16 milioni non è la parola fine sul progetto del porto della Chiusa. A sostenerlo è il presidente della cooperativa, Lio Bastianini, secondo cui «il progetto non è affatto morto, come vuol dire qualcuno. Posso assicurare che stiamo lavorando con impegno, perché il progetto vogliamo realizzarlo, anche senza Invitalia. Ci sono molte situazioni interessanti che stiamo valutando. Altro al momento non posso dire, comunque contiamo che presto ci siano novità da comunicare ai soci».

Soci che di recente hanno ricevuto una lettera in cui oltre alle questioni legate alla vita della cooperativa, si annuncia un’assemblea da convocare in tempi brevi.

L’obiettivo resta quella iniziale: realizzare una darsena turistica con 652 posti barca, un centro commerciale di 4mila mq, il polo della cantieristica, 80mila mq di aree e una banchina da 180 metri, un’area dedicata alle attività di pesca per 57 posti barca e un ettaro di magazzini per la conservazione del fresco, spostando così i pescherecci dal porto di Piombino.

Nel progetto anche un’area di 100 posti dedicata alla nautica sociale e sportiva, più altri cento posti barca per i soci. Secondo la cooperativa Chiusa di Pontedoro tutta l’operazione potrebbe creare 400 posti di lavoro.

Nel progetto è la cantieristica il punto di forza, proprio per le dimensioni dello spazio ad essa dedicata, ma il problema è che per avviare questa parte che comporta ingenti investimenti, molti operatori sarebbero in attesa di vedere intanto partire gli interventi per la darsena turistica.

I lavori avrebbero dovuto partire nell’autunno dell’anno scorso, per concludere dopo tre anni la prima parte del progetto, e cioè la realizzazione della darsena turistica con i suoi 652 posti barca.

La cooperativa ha concluso tutti gli adempimenti burocratici (gli ultimi in ordine temporale la Valutazione d’impatto ambientale della Regione e il via libera della conferenza dei servizi) e ha in mano un progetto che inizialmente aveva ricevuto non poche manifestazioni d’interesse.

Sono 392 i soci della cooperativa “Chiusa di Pontedoro”. Il valore dei posti barca nelle attese avrebbe già dovuto coprire i costi del primo step, circa 25 milioni. Ma il problema è che non tutti i soci hanno firmato i precontratti. Così proprio la prossima assemblea dei soci probabilmente chiarirà in maniera definitiva il futuro del progetto.

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