Il Tirreno

Ctt Nord cambia il parco mezzi ma sull’isola nessun nuovo bus

Studenti salgono sull'autobus
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Studenti salgono sull'autobus

Cgil e Cisal scrivono ai sindaci e chiedono all’azienda di mantenere l’impegno. «Ci era stato assicurato l’arrivo di 2-3 innesti e invece siamo alle solite»

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PORTOFERRAIO. «Ctt Nord sta rinnovando il parco mezzi, ma all’Elba i nuovi autobus non si vedono».
Mario Peppicelli, responsabile del sindacato Filt Cgil, si fa portavoce del malcontento sul territorio dell’isola e torna ad incalzare l’azienda sulla questione degli autobus in servizio nei vari comuni elbani. Non solo. Nei giorni scorsi le rsa elbane autoferrotranvieri Faisa Cisal e Filt Cgil hanno inviato una lettera aperta a tutti i sindaci dell’isola, chiedendo loro sostegno nell’azione di sollecito nei confronti di Ctt Nord.

Le rappresentanze sindacali aziendali hanno messo al corrente i primi cittadini del contratto ponte voluto dalla Regione e del rinnovo in atto del parco mezzi di Ctt nel territorio di competenza dell’azienda. «Ma l’isola d’Elba è rimasta fuori da tutto questo – scrivono le rsa di Cgil e Cisal – eppure in sede regionale era stato assicurato che 2 o 3 autobus nuovi sarebbero stati inviati, visto che da gennaio è stato potenziato il servizio con due corse alle 17».

I sindacati fanno presente come, ormai da tempo, gli utenti si lamentino dello stato dei mezzi. Il bus più nuovo in circolazione sull’isola ha un’età di 13 anni. I problemi maggiori sono legati al servizio garantito agli studenti tra le scuole superiori di Portoferraio e i vari comuni elbani. Alcuni mezzi non sono particolarmente adeguati e dispongono di pochi posti a sedere. «Sappiamo – racconta Mario Peppicelli di Filt Cgil – che una ventina di mezzi nuovi è già arrivata a Ctt Nord, ne arriveranno altri. Ma all’Elba non ne è stato inviato neanche uno». Il problema potrebbe essere rappresentato dall’assenza di un’officina autorizzata Iveco per le manutenzioni dei mezzi. «Invece – concludono le rsa aziendali nella lettera ai sindaci – riteniamo che i cittadini elbani, che pagano regolarmente le tasse, hanno diritto agli stessi standard qualitativi dei cittadini toscani».

Per questo i sindacati Cgil e Cisal chiedono ai sindaci di mobilitarsi per risolvere il problema. «Ci lamentiamo sempre – conclude Peppicelli – questa è l’occasione per far sentire la nostra voce». —

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