Il Tirreno

il comitato salute pubblica 

«Il sindaco non venda Rimateria ai privati prima del giudizio del Tribunale»

«Il sindaco non venda Rimateria ai privati prima del giudizio del Tribunale»

Ribadito l’appello a Giuliani perchè vengano effettuati i carotaggi nella discarica di Ischia: «Deve rispettare le promesse fatte ai cittadini»  

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PIOMBINO. «Siamo sbigottiti». Il Comitato salute pubblica commenta così le dichiarazioni del sindaco Massimo Giuliani, preoccupato intanto dal fatto che nei prossimi giorni è stata fissata un’assemblea dei soci Asiu, con l’accusa che ciò avvenga per vendere definitivamente le quote del 30% a Navarra, prima del pronunciamento del Tribunale di Livorno: «La decisione del giudice ci verrà comunicata via Pec entro 5 giorni – dice una nota del Comitato – Quindi rispettare la sospensione della vendita delle azioni decisa dal consiglio comunale è atto dovuto non solo di fronte ai cittadini, ma anche alla giustizia».

Poi il tema del mancato ricorso al giudice sul quesito che si riferisce all’ampliamento della discarica: «Per questo – dice il Comitato – il sindaco avanza l’ipotesi che poiché non abbiamo fatto ricorso anche per ottenere il referendum per impedire la costruzione della nuova discarica, forse su tale argomento abbiamo cambiato idea. Falso, e assurdo. Non abbiamo fatto ricorso – spiega il Comitato – per ottenere ambedue i referendum solo per una questione economica e strategica: non avendo soldi da gettare al vento abbiamo scelto di fermare la vendita delle quote ai privati presentando ricorso contro la bocciatura del relativo referendum e di fermare il progetto della nuova discarica presentando ricorso al Tar contro il pronunciamento della Regione, se mai questo dovesse avvenire. Sì, perché i dati in nostro possesso parlano talmente chiaro che siamo convinti che alla fine la Regione Toscana non potrà che bocciare il nuovo progetto di Rimateria».

Al Comitato non piace nemmeno il progetto di Giuliani di effettuare invece dei carotaggi un’indagine di tipo elettromagnetico: «Il sindaco, che alle nostre insistenti richieste prima aveva promesso i carotaggi sulla vecchia discarica per scoprire se qualcosa di pericoloso ci fosse finito dentro, poi aveva dichiarato che la loro esecuzione era “ritardata” perché aspettava il nullaosta dalla Procura, ora afferma finalmente che Non intende fare i carotaggi. Beh, questo lo avevamo capito. Ma è la motivazione a essere esilarante: i carotaggi potrebbero “ledere l’integrità delle strutture di contenimento e quindi far aumentare il fenomeno delle maleodoranze”. Solo i carotaggi, con le successive analisi sui campioni – prosegue il Comitato – possono individuare ogni elemento pericoloso finito in discarica. Le analisi alternative descritte in modo sommario e proposte dal Sindaco Sono del tutto inadeguate, perché generalmente utili ad altri scopi: le indagini elettromagnetiche, ad esempio, servono per scoprire eventuali perdite di percolato dal telo di fondo della discarica e a questo proposito, attendiamo con estremo interesse le indagini isotopiche richieste da Arpat».

Quindi per il Comitato il sindaco «ha poco da arrampicarsi sugli specchi – dice rivolto a Giuliani – la città pretende che lei mantenga le promesse fatte. Per quanto poche esse siano state, l’esecuzione dei carotaggi è una di queste. Il suo ruolo istituzionale le impone di ascoltare i cittadini e di collaborare nell’interesse della collettività. Lei parla di “non far aumentare le maleodoranze”, ma sa benissimo che gli ultimi risultati comunicati da Arpat indicano qualcosa che va ben al di là del semplice disagio olfattivo». —



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