Sicurezza
Fisco, la cedolare secca entra anche nei negozi
Vantaggio per i proprietari dei fondi e aspettative per gli effetti sui costi d’impresa La novità può essere applicata su strutture al di sotto dei 600 metri quadri
PIOMBINO. La cedolare secca entra nei negozi. La notizia è buona per i proprietari di fondi commerciali, soprattutto se hanno un reddito alto. Se poi sono essi stessi ad occuparli con una propria attività, tanto meglio. Effetti positivi, però, potrebbero risultare anche per gli inquilini.
La formula fiscale, applicabile finora ai contratti di affitto degli appartamenti, è stata estesa a questo tipo di immobili. Lo ha fatto la Legge di Bilancio appena approvata che separa e blocca la tassazione degli introiti di quetso tipo al 21% con un’Irpef che invece oscilla in scaglioni che partono dal 23% e arrivano fino al 43%. Da qui il vantaggio maggiore dei redditi più alti.
In più ambienti si inquadra l’elemento come un tentativo che potrebbe portare a una riduzione dei costi d’impresa. Tanto che sono state anche le stesse associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio, a caldeggiarne l’introduzione. Si punta, in sostanza, ad un abbassamento del canone, indotto dal risparmio per i proprietari, e a una rivitalizzazione che farebbe rialzare qualche saracinesca.
«La formula alleggerisce la tassazione immobiliare, con vantaggio diretto per i locatori. E’ vero anche che una tassazione più leggera può essere alla base di una rivisitazione al ribasso dei contratti, i cui oneri sono ritenuti una della cause della crisi del comparto», commenta il sindaco Massimo Giuliani che dopo la dimissioni di Stefano Ferrini si occupa anche di commercio e attività produttive.
«Tutto quanto può alleggerire la situazione seria del settore è da ritenere positivo. Siamo reduci da un altro Natale non semplice per i cittadini e per i commercianti. Il taglio della cassa integrazione con centinaia di euro in meno su buste paga già risicate - aggiunge Giuliani - ha avuto il suo peso sui consumi. Confidiamo sui primi segnali di ripresa dell’attività siderurgica e contemporaneamente lavoriamo per la diversificazione».
Mentre in ambito nazionale Confindustria definisce la cedolare secca «una opportunità importante per i proprietari che avrà riflessi positivi anche sui commercianti, perché le richieste saranno più basse», Confesercenti ritiene che la novità possa smuovere un mercato molto complicato.
«Non sarà la panacea dei mali del settore, che sono diversi. Ma almeno - afferma l’organizzazione - è un tentativo che potrebbe portare a una riduzione dei costi aziendali».
La formula può essere applicata ai proprietari di attività commerciali (categoria 1, negozi) al di sotto di 600 metri quadrati che potranno utilizzarla dal primo gennaio o da quando scadrà il vecchio contratto.
In pratica fino al primo gennaio scorso i proprietari di un negozio di queste dimensioni dovevano affittare con un contratto che in genere era di 6 anni più 6, con un’aliquota Irpef che variava, abbiamo detto, dal 23% al 43%.
Chi è ancora sotto un 6 + 6 e volesse cambiare regime fiscale optando per la nuova formula, dunque, dovrà attendere. —
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