Il Tirreno

aferpi replica al sindacato 

«Serve equilibrio economico per dare un futuro alle acciaierie»

«Serve equilibrio economico per dare un futuro alle acciaierie»

Fim Fiom e Uilm critiche sui tagli al monte ore e sull’uso degli ammortizzatori Le cifre dell’azienda: «Il lavoro è cresciuto, sulla sicurezza accuse strumentali» 

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PIOMBINO. La nuova proprietà di Aferpi non intende speculare sugli ammortizzatori, ma è alla ricerca di un’efficienza che passa dalla ricerca di un equilibrio economico in grado di garantire sostenibilità all’impresa in chiave futura.

È questo il senso della replica aziendale alle affermazioni di Fim, Fiom e Uilm, preoccupati per il taglio del monte ore. Non è a piaciuta ad Aferpi neanche il riferimento al recente incidente al tmp, perché «tutte le persone che operano in azienda hanno chiara indicazione che in materia di igiene, sicurezza e tutela dell’ambiente e dei lavoratori, l’attenzione deve essere massima e senza limitazione di risorse».

Aferpi poi dettaglia gli attuali livelli occupazionali: «In media nell’ultimo trimestre – si legge in una nota aziendale – 571 lavoratori (Full time equivalenti) rispetto ai 435 previsti nel business plan (+31%)». In Aferpi quindi si parla di «482 lavoratori a ottobre, 479 a novembre e 532 a dicembre, si stimano 520 per gennaio; Piombino logistics 31 a ottobre, 44 a novembre e 50 a dicembre; si stimano 44 per gennaio; in Gsi 38 a ottobre, 34 a novembre e 25 a dicembre, si stimano 23 per gennaio». Cifre che per l’azienda significano che «per Aferpi oltre 700 lavoratori hanno ruotato sui posti di lavoro attualmente operativi, oltre 80 per Piombino Logistics. I dati mostrano oggettivamente che non c’è riduzione ma crescita del lavoro, considerato anche il normale fermo produttivo di fine dicembre-inizio gennaio».

«Le iniziative poste in essere dall’azienda, in questa fase nella quale stanno riprendendo le produzioni di tutti i laminatoi – prosegue la nota – sono esclusivamente rivolte alla ricerca di quell’efficienza essenziale per consentire la giusta competitività. In ogni azienda i processi hanno margini di miglioramento sostanziali e il dovere di imprenditore o manager è garantire sostenibilità economica per il futuro dell’impresa. Per questo motivo a Piombino non serve solo tornare a produrre, occorre farlo in equilibrio economico e finanziario».

Poi il problema della sicurezza. «Riteniamo strumentale il tentativo di ricondurre alla ricerca del miglioramento continuo l’incidente avvenuto la settimana scorsa – sostiene l’azienda – Su questi temi così importanti, sentiti e delicati non è ammissibile fare giochi di parte se si vuol essere un interlocutore serio. Semmai quanto accaduto costituisce un chiaro segnale che, nell’approccio al lavoro, l’attenzione alle procedure e alle regole non deve mai ridursi per alcun motivo. In azienda si portano quotidianamente avanti tutte le iniziative per alimentare la cultura della sicurezza e dell’ambiente nel pieno rispetto delle regole, compresi tutti i monitoraggi ambientali, condivisi con gli enti di controllo che peraltro, allo stato, non hanno mai evidenziato situazioni di rischio per l’ambiente e le persone».

Quindi per Aferpi «nessuna pressione sui lavoratori, diretta o indiretta, viene esercitata in questo momento né lo sarà mai, per indurre a pratiche non conformi alle regole dettate dal rispetto della sicurezza e dell’ambiente». Infine un cenno alla «recente ripartenza della produzione di vergella e barre, motivo di orgoglio per tutti quelli che negli anni di fermo hanno continuato a credere nella ripresa. I lavoratori sono informati e consapevoli che per continuare lungo la strada dello sviluppo non è ammissibile correre rischi per la salute e per l’ambiente». —



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