Il Tirreno

Anche il sindaco Papi firma l’ordinanza. Stop alla vendita di plastica monouso

di Luca Centini
Volontari recuperano plastica sulla spiaggia
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Volontari recuperano plastica sulla spiaggia

La svolta del comune più in difficoltà sulla differenziata. Tovoli: «Una misura giusta per tutelare il nostro mare»

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PORTO AZZURRO. PORTO AZZURRO. Sull’isola tutti aspettavano Barbetti. E invece il sindaco più rapido a seguire l’esempio di Marciana Marina e Campo nell’Elba è stato Maurizio Papi. Il primo cittadino di Porto Azzurro ha firmato ieri mattina l’ordinanza che, nel giro di 120 giorni, bandirà sul territorio comunale la vendita di plastica monouso. Così, ufficialmente, Porto Azzurro è il terzo comune elbano a compiere un passo concreto per la riduzione drastica dei rifiuti di plastica, ormai una minaccia consolidata per l’equilibrio del nostro mare. L’azione del Comune di Porto Azzurro, in tutto e per tutto simile a quelle firmate dai sindaci Gabriella Allori (Marciana Marina) e Davide Montauti (Campo nell’Elba) ha un valore simbolico molto importante. Porto Azzurro, infatti, è l’unico comune dell’isola fuori dalla gestione dei rifiuti targata Esa e, da anni, è il territorio comunale che fa più fatica nella raccolta differenziata, a guardare le percentuali pubblicate a cadenza annuale.

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È il vicesindaco del Comune di Porto Azzurro, Marcello Tovoli, a spiegare la decisione. «Nei mesi scorsi abbiamo partecipato a una riunione tra i sindaci, condividendo un piano di azione comune – spiega – eravamo d’accordo. In questi mesi ci siamo confrontati e ora abbiamo deciso di andare avanti. Si tratta di una giusta misura per tutelare il nostro mare dalla plastica, ormai una piaga globale. E, al tempo stesso, questa ordinanza avrà un importante ritorno di immagine per l’isola e per il nostro comune. Nel 2021 ci dovremo adeguare a una normativa europea, credo che l’Elba abbia la possibilità, anticipando i tempi, di dare il buon esempio».

L’ordinanza è pressoché identica rispetto a quella firmata da Marciana Marina e Campo. L’obiettivo è ridurre l’uso di plastica monouso, arrivando gradualmente alla eliminazione. Gli esercenti di Porto Azzurro, le attività commerciali, artigianali, e di somministrazione alimenti e bevande, a partire dalla data di efficacia della ordinanza, potranno distribuire agli acquirenti esclusivamente posate, piatti, bicchieri, sacchetti monouso e prodotti per l’igiene in materiale biodegradabile e compostabile.

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I commercianti, i privati, le associazioni e gli enti, in occasione di feste pubbliche e sagre, potranno utilizzare o distribuire al pubblico, visitatori e turisti, esclusivamente posate, piatti, bicchieri, sacchetti monouso in materiale biodegradabile e compostabile. «Le nuove regole entreranno in vigore dopo 120 giorni dall’emanazione dell’ordinanza – spiega Tovoli – sono convinto che ci sia tutto il tempo affinché gli esercenti si organizzino. Non ci saranno particolari disagi e ripercussioni. È chiaro che, a questo punto, è importante che si muovano anche gli altri sindaci, in particolare Portoferraio, il comune in cui insiste la grande distribuzione».

Non era scontato che Porto Azzurro, fanalino di coda per la raccolta differenziata, muovesse questo passo. «In realtà – vuole precisare Tovoli – siamo fuori dalla gestione di Esa perché riteniamo di poter garantire un buon servizio con le nostre forze. Il nostro comune è pulito e la raccolta differenziata già la facciamo. A breve investiremo risorse importanti per realizzare una nuova isola ecologica moderna e molto funzionale. I dati della raccolta? Possiamo fare meglio, ma va chiarito come le percentuali siano determinate anche dai tanti rifiuti che vengono scaricati da cittadini dei comuni confinanti. Stiamo facendo diverse sanzioni, ma il fenomeno continua ad essere rilevante». —

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