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Primarie: Bertocchi non si candida più

Primarie: Bertocchi non si candida più

«Nel Pd poca voglia di aprirsi a nuove forme di partecipazione Manca chiarezza su come si formeranno le coalizioni»

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CAMPIGLIA. Jacopo Bertocchi ha raccolto le firme per le primarie del centrosinistra, ma ha deciso di non presentare la propria candidatura. A darne notizia è lo stesso vicesindaco, secondo cui «i ritardi e le modalità con le quali non sono state stabilite le regole per la partecipazione non hanno contribuito a rendere lineare il percorso per le candidature esterne alle primarie. Il regolamento per le primarie di coalizione permette a gruppi di cittadini di avanzare le candidature, previa raccolta di firme, senza poi chiarire sotto quale forma ci si presenti, oggetto del quale si dovrebbe interessare chi guida questi processi».

Secondo Bertocchi «la necessità di allargamento del fronte dei consensi e la previsione delle candidature libere dovevano essere oggetto di un percorso preventivo molto chiaro in grado di aumentare la possibilità di partecipare alla scelta del candidato sindaco del centrosinistra. Tempo c’era... ma a oggi, dopo la fase delle autocandidature di Ferroni e Ticciati (Pd), non risultano ancora chiare le modalità con cui si formeranno le coalizioni di centrosinistra nell’ambito della Federazione, con quali simboli e con quale autonomia potranno muoversi le candidature esterne, con quali modalità si potrà ragionare di programmi e alleanze. In una recente nota del comunale – prosegue – si legge che “Il Pd farà la sua”, in un contesto come quello campigliese non può che essere il segno della poca voglia di allargamento del partito verso nuove forme di partecipazione. Credo che di fronte alla crescente emorragia di voti e all’avanzare delle destre, sia doveroso ripensare forma e metodi dei partiti e di lavorare sulla partecipazione, sullo snellimento dei processi decisionali, partendo dai territori».

Bertocchi sostiene che «il progetto politico del quale mi sono fatto interprete partiva dall’autonomia della lista (e non dal nome del candidato), dalla chiarezza del metodo, dalla condivisone delle proposte e dal rifiuto di qualsiasi diluizione sui temi strategici in caso di vittoria o di sconfitta alle primarie, accompagnato dalla necessità di “pescare” figure fuori dall’ambito dei partiti. I giorni per la raccolta delle 120 firme mi hanno permesso di sondare consensi inaspettati. Abbiamo parlato insieme di territorio, di sviluppo sostenibile, di capacità di creare lavoro, di sovracomunalità, di turismo, della Parchi e delle altre partecipate, del modo con cui affronteremo la pianificazione urbanistica, dell’improrogabile riforma dell’Ente e delle esternalizzazioni legate al miglioramento dei nostri servizi». Da questi ragionamenti deriva la decisione di Bertocchi: «Non potendo accettare che chi mi ha sostenuto durante questa fase “esplorativa” sia coinvolto in un progetto politico che, per una mancanza di chiarezza sul percorso, vista l’abissale distanza tra i candidati, rischia di produrre configurazioni inaspettate, addirittura favorendo gli avversari e non avendo altra scelta che presentarmi con condizioni chiare esposte nell’articolo di una settimana fa, ho deciso di non partecipare. Sperando che il piccolo tesoretto accumulato in questi giorni non venga disperso, mi auguro che questo tentativo serva ad aumentare il grado di partecipazione a partire proprio dal metodo con cui si coinvolgono le comunità nei processi di sviluppo di un territorio che ha la necessità di ripensare se stesso e di rafforzare il legame tra la politica, la sua gente e le istituzioni». —



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