Il Tirreno

Abusi per costruire il parcheggio al mare, il caso di Capobianco finisce in tribunale

di Luca Centini
Il parcheggio di Capobianco
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Il parcheggio di Capobianco

Il dirigente Parigi e l’imprenditore Cioni indagati per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico: il 24 aprile l’udienza preliminare

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PORTOFERRAIO. . Il caso del parcheggio al mare di Capobianco, realizzato a Portoferraio dalla società Futura Sas, finisce in tribunale. I pubblici ministeri Ettore Squillace Greco e Giuseppe Rizzo hanno infatti chiesto il rinvio a giudizio per il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Portoferraio Mauro Parigi e per l’imprenditore elbano Enrico Cioni, entrambi accusati di falso ideologico in atti pubblici e abuso di ufficio. L’imprenditore portoferraiese è inoltre indagato per aver violato, assieme alla moglie Raffaella Pucci di Futura Sas e al titolare dello studio associato Tecne 2000 Giuliano Pardi, le disposizioni in merito al vincolo paesaggistico e ambientale previste nel testo unico dell’edilizia e per aver realizzato opere in assenza di autorizzazioni.

L’udienza preliminare, che si terrà davanti al Gup del tribunale di Livorno, è stata fissata per il 24 aprile prossimo. A quel punto si capirà se Parigi, Cioni e gli altri andranno a giudizio o se il giudice dell’udienza preliminare disporrà il non luogo a procedere ritenendo non consistenti i fatti contestati. Sia il sindaco di Portoferraio che il direttore della Soprintendenza sono considerate persone offese, in seguito alle indagini condotte dalla Procura, con il supporto dei carabinieri forestali e della guardia di finanza.

Il parcheggio contestato
La storia del parcheggio di Capobianco risale al 2015, quando la società Futura avviò i lavori per la realizzazione nel piazzale sopra la spiaggia gioiello di Capobianco di un ampio parcheggio privato, dotato di diversi terrazzamenti, su cui poi è stato costruito un punto ristoro. Nel giugno del 2015 fu lo stesso Comune, in seguito a un sopralluogo, a disporre la chiusura dell’area di sosta, fermando i lavori in corso di Futura Sas, perché realizzati dopo aver effettuato un cambio di destinazione d'uso in assenza di titolo edilizio. Nel luglio di quello stesso anno, tuttavia, il sindaco dispose la riapertura del parcheggio per motivi di sicurezza pubblica e di viabilità, rispondendo alle sollecitazioni della viceprefettura. Sarebbero state proprio le intercettazioni telefoniche relative al parcheggio ad aver contribuito a spostare l’attenzione degli inquirenti sul viceprefetto Giovanni Daveti, arrestato poi per fatti non legati alla faccenda del parcheggio. L’imprenditore Cioni, nel corso di quell’estate, si difese dalle accuse degli ambientalisti, sostenendo la bontà dell’intervento su Capobianco.

Il rinvio a giudizio
La richiesta di rinvio a giudizio dei pm Squillace Greco e Rizzo è stata depositata lo scorso 4 gennaio. La Procura contesta a Cioni, Pucci e al tecnico Pardi di aver realizzato il parcheggio privato a pagamento senza titolo e autorizzazione paesaggistica in un’area sottoposta a vincolo. E, per farlo, avrebbero alterato in modo irregolare l’aspetto dell’area, con tagli di vegetazione, scavi non autorizzati per creare i terrazzamenti, realizzazione di strutture, impianti di illuminazione, percorsi pedonali e altri manufatti. Per questo i tre dovranno difendersi dall’accusa di violazione del testo unico dell’edilizia relativo al mancato rispetto del vincolo paesaggistico e di violazione del dlgs 42/04, relativo alla realizzazione di opere in assenza di autorizzazione.

Allo stesso Cioni e al dirigente Parigi la Procura contesta il reato di falsità ideologica in atto pubblico, per l’emissione di un’attestazione di conformità e di compatibilità paesaggistica dei lavori, con i quali le opere venivano definite “provvisionali” e necessarie per la messa in sicurezza di un movimento franoso. Secondo la Procura, invece, le opere erano definitive, così come l’area non era interessata da frane.
A Cioni e a Parigi viene anche contestato l’abuso di ufficio per aver prodotto atti pubblici e permessi per la realizzazione del parcheggio privato e, in seguito, di un punto ristoro in un’area nella quale, secondo gli strumenti urbanistici comunali, erano previsti soltanto interventi soggetti a premessi a costruire convenzionati. In questo modo l’imprenditore e Futura sas avrebbero goduto di un ingiusto vantaggio patrimoniale. Accuse che, tuttavia, dovranno essere valutate dal giudice dell’udienza preliminare. —

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