Il Tirreno

suvereto e il caso SACOI3 

Centrale, il tavolo tecnico bocciato dall’opposizione

Michelangelo Pasquinelli
Centrale, il tavolo tecnico bocciato dall’opposizione

Dell’Agnello: non era una commissione imparziale ma un incontro senza una bozza Il comitato del no: «Noi assenti perché manca il progetto e il problema è politico»

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Si è tenuto il promesso “tavolo tecnico” sul progetto Sacoi3 che prevede l’ammodernamento della linea elettrica che da Forni di Suvereto porta in Corsica e poi in Sardegna e la costruzione di una nuova centralina adiacente all’impianto esistente.

Le problematiche vanno dalla pericolosità o meno della linea che dovrebbe passare da corrente alternata a continua, cosa che Terna esclude in maniera categorica, oltre al consumo di ulteriore terreno agricolo adiacente la centrale, i possibili danni idrogeologici e soprattutto per l’ambiente a vocazione turistica e vitivinicola.

Nell’assemblea pubblica di fine dicembre il sindaco Giuliano Parodi venne contestato piuttosto duramente da esponenti del neonato comitato per il “no” (suoi ex sostenitori) che avevano letto nelle sue parole un cedimento alle lusinghe di «opere di compensazione”» successivamente confermate e dettagliate dallo stesso sindaco. Di lì a poco arrivò l’annuncio di Parodi che non si sarebbe ripresentato alle prossime elezioni in quanto, in quella e altre occasioni, non l’avrebbero difeso nemmeno i suoi sostenitori attuali.

Questo primo incontro tecnico non ha soddisfatto il capogruppo di opposizione Luca Dell’Agnello: «Non era certamente la commissione terza da noi richiesta da ottobre per ottenere le dovute garanzie per la salute e l’impatto ambientale – precisa - ma un incontro senza nemmeno una bozza di progetto. Per di più il rappresentante di Arpat ha ricordato come da anni non siano stati fatti rilevamenti alla centrale dei Forni, limitandosi a illustrare tecnicamente la differenza fra reti a corrente alternata e continua e sull’assenza di studi precisi sulla nocività sull’uomo della nuova linea. Terna ha confermato le solite “garanzie”, ma nulla sulla volontà di trovare una soluzione interna alla zona dismessa del Progetto 1000, anche a parziale scapito degli impianti fotovoltaici installativi che non hanno certo la precedenza rispetto all’ambiente e all’economia del territorio. Non sappiamo come si possa poi pensare di coinvolgere il consiglio comunale sui cosiddetti “oneri di compensazione”, considerando che la legislatura volge al termine e bisognerebbe deliberare entro la prima decina di aprile».

Il Comitato del no-Sacoi3 giustifica la sua assenza al tavolo tecnico: «Non esistendo ancora un progetto, diviene impossibile esprimersi compiutamente, inoltre ribadiamo che il problema non possiamo ritenerlo tecnico, bensì politico, di scelta prioritaria su cosa serva al territorio, al suo mantenimento, al suo arricchimento, al miglioramento delle attività compatibili strettamente a esso collegate, dando un segnale di continuità alle politiche territoriali che negli ultimi decenni hanno caratterizzato l'integrità territoriale del nostro comune. Ribadiamo l’esistenza di problematiche sulla salute non essendoci certezza sull’innocuità delle nuove linee elettriche e sull’impatto ambientale e paesaggistico. Si tratterebbe infatti di cinque nuove costruzioni che ricoprirebbero quasi per intero i ventilati 4 ettari di ampliamento per la nuova centralina e uno di questi (“lo stabile dei reattori”) risulterebbe lungo 80 metri e alto 23…». —

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