Il Tirreno

Cava Eurit, Cgil e Confindustria si schierano con la Regione

Il rendering della collina prima dell’intervento di recupero ambientale
◗
Il rendering della collina prima dell’intervento di recupero ambientale

Gli industriali contro Legambiente: «Denota una faziosità pregiudiziale». Il sindacato: «Non si tratta di ampliamento ma di spostare il fronte cava»

3 MINUTI DI LETTURA





PORTO AZZURRO. Confindustria Livorno e Cgil si schierano con la Regione Toscana sulla questione dell’ampliamento della cava Eurit sulla collina di Crocetta. Si è recentissimamente conclusa la complessa procedura che ha portato la Regione ad esprimersi positivamente relativamente al «progetto di coltivazione e ripristino ambientale per l'ampliamento della miniera “La Crocetta”».

«Il via libera della Regione è scaturito dopo attente ed articolate valutazioni tecniche, come ha ricordato l’assessore Federica Fratoni – spiegano da Confindustria – che hanno riguardato molteplici aspetti: ambientali, paesaggistici, idrogeologici, sociali, infrastrutturali, naturalistici». Confindustria sottolinea come tali valutazioni abbiano visto coinvolti i settori regionali: “tutela della natura e del mare”, “paesaggio”, “Genio civile”, “Programmazione viabilità”, “miniere”, “forestazione usi civici. agroambiente”, “servizi pubblici locali. energia e inquinamenti”, ed i contributi di enti terzi quali la Soprintendenza, l’Autorità di bacino, l’Irpet, il Parco, l’Usl Toscana Nord Ovest, Unione di Comuni Montana Colline Metallifere ed i Comuni di Porto Azzurro, Capoliveri e Portoferraio.

«La sintesi di tutto il complesso di valutazioni, pareri, prescrizioni, ecc. è sfociata nella delibera di giunta con la quale la Regione esprime parere favorevole alla Via – spiegano da Confindustria – parlare di “negazionismo ambientale” della Regione Toscana, come si legge nelle note stampa degli ambientalisti, denota una faziosità pregiudiziale, che non tiene conto dell’articolata istruttoria e della molteplicità degli enti consultati. Insistere sul danno ambientale significa, di fatto, mettere in discussione la competenza e l’obbiettività degli enti che hanno concorso alla decisione della Regione. Anche per tali motivi, non merita alcuna replica la pedestre ironia sull’ “importanza delle piastrelle”, non fosse altro per il rispetto che merita il lavoro delle maestranze interessate e dell’indotto collegato». Non casualmente, secondo Confindustria, nelle note di protesta «non vengono citate le opere di mitigazione e compensazione che la Regione stessa ha imposto alla società Eurit a garanzia del rispetto delle procedure di coltivazione».

A schierarsi con la Regione e a favore del piano di coltivazione di Eurit è la segreteria provinciale del sindacato Fillea Cgil: «Non è previsto nessun ampliamento, bensì soltanto il ripristino e lo spostamento di circa 50 metri del fronte cava – sostiene il sindacato – Va dunque precisato che non ci sarà di conseguenza nessuna modifica dei crinali della montagna e quindi nessuna ricaduta negativa a livello ambientale». Il riferimento è a Legambiente - e non solo - secondo cui il fronte di cava comporterà un impatto pesante sul paesaggio.

«Il via libera della Regione agli interventi sulla cava nasce infatti da una seria e attenta analisi di tutte le sfaccettature della questione, sia per quanto riguarda l’aspetto ambientale che quello socio-economico – dicono dalla Cgil – la Regione ha ascoltato tutte le voci degli organi competenti per poter valutare al meglio tutte le ripercussioni che eventuali scelte avrebbero comportato. Chi critica il via libera al progetto Eurit lo fa soltanto prendendo esclusivamente in esame l’aspetto ambientale, senza prendere minimamente in considerazione quello sociale». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa