Sicurezza
Fucina Italia irrompe sul mercato e punta sulla manodopera locale
Recuperati 22 lavoratori ex Sider, poi 12 assunzioni e nuove prospettive produttive e occupazionali
Area di crisi sì, ma anche zona ad elevata specializzazione, con un bacino di competenze da cui è possibile attingere per trovare manodopera qualificata. Per questo le società Griecam e Srs Servizi di ricerca e sviluppo hanno scelto Piombino, acquisendo, lo scorso giugno, il 100% di Fucina Italia.
«Il territorio ha un’esperienza consolidata nel settore della siderurgia – dice Lucio Laloè, presidente della nuova Fucina Italia - Se ne trovano poche in Italia di realtà come questa e siamo molto soddisfatti dei primi sei mesi di attività, ora dobbiamo consolidarci e aumentare il fatturato».
Tra gli obiettivi di quest’anno c’è anche l’incremento dell’occupazione, con la volontà di passare dagli attuali 34 dipendenti a 40. «Cerchiamo principalmente carpentieri, saldatori e ingegneri, preferibilmente provenienti dal territorio – aggiunge Laloè – Ci siamo appoggiati al centro per l’impiego e facciamo riferimento costante all’università di Pisa e agli istituti tecnici di Piombino». Progettazione di carriponte, costruzione di contenitori per rifiuti pericolosi, dismissione di impianti industriali: ecco di che cosa si occupa Fucina Italia, azienda con sede a Montegemoli in un’area di 34mila metri quadrati, che ha una nuova proprietà. «Dal 26 giugno – racconta l’attuale presidente – Abbiamo anche presentato una proposta per l’acquisizione dell’intera ex Sider. Il 2019 sarà, dunque, un anno importante per noi».
Dopo il fallimento di Sider Piombino, infatti, il contratto d’affitto che Fucina Italia aveva per la gestione del ramo d’azienda è stato oggetto di recesso da parte della curatela. A quel punto per i 22 dipendenti Sider si è profilato lo spettro del licenziamento, poi svanito con il subentro della nuova proprietà, che a luglio spiega di aver investito per ottenere una proroga al contratto d’affitto presentando successivamente un’offerta per l’acquisizione dell’intera ex Sider.
«Abbiamo integrato le 22 persone che lavoravano per l’azienda – dice Laloè – abbiamo poi assunto 12 lavoratori e ne vorremmo prendere altri 6. Se poi il mercato dovesse ripartire ci saranno anche ulteriori possibilità».
La nuova Fucina Italia lavora principalmente tramite commesse, provenienti sia dall’Italia sia dall’estero, ma tutta l’opera di progettazione e produzione viene portata avanti a Piombino. L’azienda, inoltre, si occupa delle manutenzioni agli impianti industriali, perciò se le acciaierie dovessero tornare a pieno regime «offrirebbero opportunità interessanti anche a noi – conclude Laloè - Siamo del resto pronti a partecipare a eventuali progetti, riguardanti il territorio, che richiedono competenze che siamo in grado di mettere a disposizione». —
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