Gioco
Nuovo pavimento per corso Italia ma intanto i negozi sono allo stremo
Gli affitti gravano sulle spese, le associazioni chiedono aiuto. Il sindaco Giuliani: «Il restyling parte da piazza Cappelletti»
PIOMBINO. Metà corso Italia senza più vetrine illuminate, da piazza Gramsci verso le mura della fabbrica.
Si tratta di negozi più o meno storici e non si salva più neppure la zona pedonale. Giù tante saracinesche anche qui come già accaduto negli anni, alla spicciolata, nel tratto dove ancora si parcheggia.
Nello spazio di un centinaio di metri, circa dieci commercianti di meno. Valido il coraggio di quanti (pochi, purtroppo) ancora resistono: spesso lamentando costi di gestione difficili da sostenere o la situazione della via, che proprio non invita al passeggio.
«Senz’altro – dice il presidente di zona Confesercenti Antonio Baronti – le spese per un impresa sono molte ed anche l’affitto è voce importante anche se mi risulta che qui qualcuno ha pur cercato di ridurlo. Da prendere in considerazione le variazioni delle abitudini. Meno attività storiche, sempre più grandi catene di ogni genere e le persone vanno altrove. Da sottolineare, in negativo, i pochi interventi di ripristino della strada nel tempo. Quando anche noi avevamo più possibilità economica, come Centri commerciali naturali abbiamo promosso iniziative proprio per coinvolgere di più anche quest’ultimo tratto di corso Italia – ricorda Baronti – che ha davvero bisogno di più attenzione anche dal punto di vista architettonico per avere più attrattiva. Sarebbe già importante se pure il Comune venisse incontro alla necessità delle imprese riducendo la tassazione: cifre grandi o piccole che siano, quando si tratta di riduzioni di spesa, aiutano sempre».
Anche per Federico Pieragnoli, direttore provinciale Confcommercio Livorno quello degli affitti alti per i negozi di vicinato «è un problema che affligge centinaia e centinaia di imprenditori e non solo in piccoli centri urbani come Piombino. L’incidenza di questa voce di spesa sulle piccole attività – spiega – è spesso tale da condurre alla chiusura. Il rischio che corre, non solo l’economia locale, bensì la comunità, è andare a spostare il flusso di utenti verso i grandi centri commerciali, desertificando il centro. Sebbene a Piombino le imposte municipali siano meno onerose che non in altre città, l’applicazione di sgravi, eventualmente momentanei, come la riduzione sulle imposte sulle insegne, sulla spazzatura o sulla concessione del suolo pubblico potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per gli esercizi commerciali già duramente provati. Ora ci vuole – aggiunge – un patto per la vivibilità dei nostri centri urbani che porti a incentivare i proprietari ad abbassare gli affitti, i commercianti a tenere aperte le saracinesche, i cittadini a vivere Piombino. Altrimenti, quando tutto sarà deserto, a chi verranno dati in locazione gli immobili?» .
Imu, Tasi, restyling del centro: qualche possibilità c’è. «A Piombino – ricorda il sindaco Massimo Giuliani – Imu e Tasi per certe categorie sono già al minimo. Comunque, invitando sempre ad affitti adeguati ai tempi, possiamo vedere cos’è possibile fare insieme alle associazioni di categoria per gli sgravi fiscali... certo non possono bastare per far ripartire le attività. A settimane – conferma – con la progettazione di piazza Cappelletti e piazza Verdi, partirà la ripavimentazione dell’area, un vero e proprio passeggio di pregio». Progetto complessivo già approvato, di 760mila euro: così la stessa pavimentazione in granito di corso Vittorio Emanuele arriverà fino a piazza Verdi. Poi? Ci sarebbe da riprendere un vecchio progetto che abbracciava tutto corso Italia (per una spesa di circa 3 milioni di euro): prossima tappa già in eredità per la prossima amministrazione.
Comunque un inizio. –
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