Gioco
Un progetto di Confesercenti basato sulla videosorveglianza
PIOMBINO. Un progetto basato sulla videosorveglianza. È quanto propone Confesercenti che chiederà un incontro al Comune.
«La sicurezza urbana– dice Antonio Baronti, presidente Confesercenti – è la relazione tra percezione dei cittadini, strumenti di intervento, gestione e prevenzione, è un tema molto sentito tra le imprese e i cittadini. Il progetto che Confesercenti si propone di dare risposte a questi temi con la realizzazione di un modello innovativo in materia di sicurezza attraverso il ruolo attivo delle imprese e dei cittadini ponendosi l’obiettivo di avere città più sicure e riqualificate. Nella nostra città alcuni avvenimenti degli ultimi mesi hanno aumentato il sentimento di insicurezza nei cittadini. L’esigenza di maggior sicurezza è fortemente sentita dalla cittadinanza intera e più marcatamente tra le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi che si sono rivolti a noi. L’impegno delle istituzioni, prime fra tutte le forze di polizia, non è in discussione e sono assolutamente apprezzabili le iniziative promosse dal Comune (aumento delle telecamere e controllo di vicinato) ma è improbabile che solo il loro operato possa cogliere l’obiettivo di un ulteriore ridimensionamento dei fenomeni che generano insicurezza. In questo senso riteniamo indispensabile è convincersi che il tema “sicurezza” richiede un impegno “corale” da parte di tutte le componenti politiche, economiche e sociali, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze e in relazione ai possibili contributi da apportare nel quadro di una visione “comunitaria” di queste delicata tematica».
Confesercenti dunque, «dando seguito a un proprio progetto regionale che prende spunto dalle possibilità offerte dal decreto legge 14/2017 e successive linee guida per la sicurezza urbana della Conferenza Stato-città e autonomie locali, sottoporrà all’attenzione del Comune queste tematiche con l’obiettivo di studiare un percorso tale da aiutare i cittadini e i pubblici esercizi del nostro territorio ad affrontare il tema “sicurezza” in modo ragionato ed evoluto rifuggendo sia da semplificazioni demagogiche, sia da un doloroso senso d’impotente rassegnazione. Il progetto tratta principalmente di videosorveglianza con lo scopo di far dialogare fra loro gli strumenti tecnologici a cui, oltre al Comune, sempre più soggetti privati si affidano per vigilare sulla sicurezza, così in questo modo moltiplicando la loro efficacia. Si dovrebbe prevedere la creazione di una rete integrata di videosorveglianza, in cui i sistemi installati da soggetti privati possano interagire direttamente con quelli della polizia municipale. In questo contesto, il ruolo delle associazioni di categoria sarebbe quello di promuovere fra i loro associati il ricorso a detti strumenti. Conseguentemente imprese singole o associate possono decidere di controllare le aree pubbliche di intorno alla loro sede installando telecamere collegate alla centrale operativa della polizia municipale». —
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