No dei Cinque Stelle al progetto Creo per la biolignite
«Un progetto sperimentale senza garanzie e la posizione geografica è inaccettabile»
la bocciatura
Il Movimento 5 Stelle Piombino «è assolutamente contrario all’insediamento della Creo, azienda che produce biolignite tramite carbonizzazione idrotermale di rifiuti organici di varia natura, nell’area produttiva ecologicamente attrezzata (Apea) in località Colmata».
Varie le motivazioni: «È un progetto del tutto sperimentale – dicono i 5 Stelle – senza garanzie di riuscita. Gli unici 2 stabilimenti presenti si trovano a Valencia, in Spagna, con un volume produttivo di molto inferiore rispetto a quello che viene ipotizzato di realizzare a Piombino. Ció significa ricevere rifiuti da trattare da tutta la Val di Cornia e non solo da Piombino».
Inoltre «un impianto analogo era previsto a Capannori, ma il progetto è stato bocciato a causa del fatto che la relazione tecnica inviata al Comune prevedeva di trattare anche rifiuti industriali e non soltanto sfalci. Nessuno può quindi assicurare che in futuro questa possibilità non si verifichi anche nell’impianto di Piombino. La Creo chiede di trattare 23 diverse tipologie di rifiuti, mentre nei due impianti sopracitati i Cer (codice europeo rifiuti) autorizzati sono 3».
«I 23 Cer che Creo chiede di trattare – proseguono i 5 Stelle – variano da rifiuti prodotti da agricoltura, da preparazione di alimenti, a rifiuti derivanti dalla lavorazione di pelli e pellicce, legno, imballaggi, rifiuti prodotti dal trattamento meccanico di frazione organica da rifiuti urbani e fanghi di depurazione acque reflue e industriali. Sono tutte tipologie di rifiuti che hanno “codici a specchio”: frazioni organiche che possono presentare caratteristiche di pericolosità».
I 5 Stelle poi citano «i dubbi della Regione, espressi con 41 tra prescrizioni e raccomandazioni riguardanti le emissioni atmosferiche, l’impatto olfattivo, la posizione, il paesaggio, la situazione idrica del suolo e sottosuolo, gli scarichi e molto altro. Una di queste osservazioni è molto rilevante, precisamente la numero 34: l’impianto non sembrerebbe autorizzabile come impianto di recupero rifiuti con produzione di “End of Waste” (cessazione della qualifica di rifiuto) in quanto, in assenza di un DM apposito, la Green Lignite a oggi non può essere qualificata come prodotto perché non rientra nelle caratteristiche stabilite dall’art. 184 ter del Dl 152/06. Il sottoprodotto Hydrochar risulta non utilizzabile come ammendante, perché non inserito nell’elenco previsto dal DL 75/2010 sul “Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti. In sostanza la Creo – proseguono i 5 Stelle – costruirebbe di fatto un altro impianto di riciclo per rifiuti speciali».
Infine «la posizione geografica di questo impianto non è accettabile, in quanto sorgerebbe al fianco del locale enogastronomico Menti e vicino al porto turistico delle Terre Rosse, in un’area già ampiamente provata dai disagi odorigeni provenienti dalla discarica di Ischia di Crociano».
Da qui arriva dai 5 Stelle «un no forte e deciso. Chi ci ha governato fino a oggi vuole caratterizzare Piombino come un polo dei rifiuti. Noi assolutamente No. Abbiamo in mente per Piombino ben altre opportunità, quelle che nessuno gli ha mai concesso». —
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