Il Tirreno

Meduse "luminose" e non solo: ecco come cambia il mare dell'arcipelago toscano

Luca Centini
Meduse "luminose" e non solo: ecco come cambia il mare dell'arcipelago toscano

Portoferraio, pescatori confermano la presenza massiccia di Pelagia Noctiluca: «In crescita le specie “forestiere”»

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PORTOFERRAIO. «Non è il periodo giusto, eppure...». «A giugno non ne abbiamo trovata una neanche per sbaglio, ma adesso... Mai vista una roba simile». È ancora: «Il mare sta cambiando, non è mica una novità». Tra i pescherecci ormeggiati sui porti dell’isola d’Elba le voci corrono rapide come le correnti. E la notizia dell’ “invasione” invernale delle meduse per chi bazzica il mare dell’arcipelago toscano per lavoro non è una sorpresa. Il fenomeno «atipico» per Legambiente, l’associazione che ha raccolto decine di segnalazioni e diffuso la notizia a livello nazionale, è da attribuirsi al progressivo innalzamento delle temperature del mare e, in generale, al riscaldamento globale. Dinamiche fin troppo complesse per chi, ogni notte, sale sul peschereccio e affronta il mare d’inverno. Eppure sono proprio i pescatori quelli che, quotidianamente, tastano il polso a un mare in continuo cambiamento.

Una presenza atipica

Le impressioni di Legambiente sulla presenza massiccia - atipica - di meduse “fuori stagione” viene confermata dagli operatori del settore. «In effetti – commenta Marco Romano , della motonave Edda e Cesare di Portoferraio – questo non sarebbe il periodo giusto per le meduse, ma evidentemente queste temperature hanno modificato i periodi di riproduzione di questi animali». Durante le battute di pesca invernali di rado si sono viste tutte queste meduse: « Noi facciamo una pesca selezionata a cianciolo – spiega Romano – , ci concentriamo sul pesce azzurro. Ma sempre meno di rado nelle nostre reti ci finiscono dei pesci come il pappagallo , che fino a pochi anni fa non si vedevano da queste parti. Non so se è colpa della temperatura più elevata, ma il cambiamento lo notiamo».

Mare tropicalizzato?

Se la concentrazione insolita di meduse nel mar Tirreno è assodata, è più complicato è individuarne una causa. Legambiente, con in mano i dati sull’aumento generalizzato delle temperature del mare, dà la colpa alla “tropicalizzazione. Un esperto come Roberto Bedini dell’istituto di biologia marina di Piombino ci va più cauto. E i pescatori? Non si sbilanciano anche se non negano il progressivo cambiamento avvenuto nel nostro mare. «A giugno, di solito, era pieno di meduse. Quest’anno non ne abbiamo vista neanche una. In compenso le troviamo in abbondanza a gennaio – commenta il comandante del peschereccio Falco, Gianluca Mazzella – noi peschiamo acciughe. Ho notato come, rispetto ad anni fa, gli esemplari restino molto più piccoli. Le cause? Non lo so con precisione, ma certo l’inquinamento e la presenza massiccia di microplastiche sono un problema. I pesci scambiano le microplastiche per plancton e si cibano di quello. Ho lavorato per vent’anni in Sardegna ma ho deciso di venire via perché non c’erano più sardine. In compenso sono spuntati nei nostri mari pesci che fino a pochi anni fa erano rarissimi come il Pesce Serra , arrivato dal canale di Suez. Quest’estate con il nostro ecoscandaglio abbiamo registrato temperature anche di 30 gradi, buttarsi in mare era come fare la doccia».

L’enigma delle cause

Chi i pesci li studia e li mostra ai turisti è Yuri Tiberto , titolare dell’Acquario dell’Elba a Marina di Campo. Secondo lui la presenza massiccia di meduse e l’arrivo di pesci “forestieri” non è automaticamente spiegabile con il mare più caldo. «le risposte spettano agli scienziati – racconta – ma la prima cosa da considerare è che i fatti anomali nel mare sono normali. E non è semplice capire se la presenza di determinati animali sia dovuta a cause strutturali, come ad esempio le temperature più alte del mare, o a d altri fattori, magari episodici». Tiberto ricorda come anni fa vi fu caso simile alla recente invasione di meduse. «Si trattava di un altro tipo di medusa (l’ Aurelia aurita) – racconta – il porto di Marina di Campo ne fu invaso, ma poi quel fenomeno non si è più ripetuto. Altro discorso è quello legato alla comparsa di pesci che, fino ad alcuni anni fa, non erano stati catalogati nel nostro mare come la Donzella paolina e il Pesce pettine».

Ma individuare i motivi di questi nuovi arrivi non è così semplice. «Prendiamo i Pesce Serra e i Barracuda – conclude Tiberto – sono predatori che dalle nostre parti non si vedevano quasi mai e che invece sono arrivati. Il motivo? È semplice pensare al mare più caldo. Ma il loro avversario nella catena alimentare è la Ricciola che viene pescata in maniera sempre più intensiva. Magari i Pesci Serra sono qua proprio per questo motivo».

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