Il Tirreno

eccellenze 

Farmacologia, nuovo fronte per l’Istituto biologia marina

Paolo Carletti
Farmacologia, nuovo fronte per l’Istituto biologia marina

Ibem contattato dall’Università di Pisa per la ricerca di principi attivi per la medicina Attività didattica a pieno regime, laboratori con acqua di mare e un museo gioiello

3 MINUTI DI LETTURA







L’Istituto di biologia ed ecologia marina, diretto dal professor Roberto Bedini, è stato contattato dal Centro interdipartimentale di farmacologia marina dell’Università di Pisa per una manifestazione di interesse finalizzata a una collaborazione. Ci si chiederà, cosa c’entra il Centro di biologia marina di palazzo Appiani, che di attività ne ha già in carico numerosissime, con la farmacologia? Il nostro istituto, che collabora con università italiane e di tutto il mondo, oltre che con enti che si occupano delle stesse materie, è stato scelto per una «collaborazione organica insieme con altri soggetti che identificheremo di concerto in seguito - si dice nella lettera spedita a Roberto Bedini - selezionati per esperienza e rigore» per test biofarmacologici sia in vitro che in vivo. In buona sostanza si tratta di lavorare con il Centro universitario per l’identificazione di organismi marini, la definizione del loro profilo biologico-molecolare, l’estrazione e caratterizzazione chimica di principi attivi, l’espressione di prodotti genici, la realizzazione di modifiche chimiche per un miglioramento delle proprietà farmacodinamiche e-o farmacocinetiche dei principi attivi isolati. Oltre alla valutazione del profilo tossicologico e la realizzazione di appropriati formulati farmaceutici. Insomma, una collaborazione per poter giungere attraverso lo studio delle specie marine, alla scoperta di nuovi principi attivi per i farmaci.

Ma attenzione. Si tratta solo di una delle molteplici attività dell’Istituto piombinese, una sorta di industria del sapere del mare, di collaborazioni prestigiose per lo studio delle specie marine, della posidonia, dell’impatto che le strutture realizzate sulla costa possono avere sull’habitat marino. Questo è successo anche durante i lavori al porto di Piombino, quando i biologi diretti da Bedini si sono calati in acqua per portare nel golfo specie di animali che avrebbero altrimenti sofferto le mutate condizioni in cui vivevano. Tutto questo succede al primo piano di palazzo Appiani, ed entrarvi significa finalmente rendersi conto, respirando a pieni polmoni quanto il mare sia importante per la nostra città, e quanto sia delicato il compito dell’Istituto, chiamato spesso a capire le mutazioni e i fenomeni anomali che si verificano.

Ogni anno i biologi si dividono tra queste “missioni” e le lezioni nell’ambito del programma scuola-lavoro che coinvolgono circa mille studenti all’anno delle scuole superiori, ma che richiama giovani anche dall’estero. In una sala per le esercitazioni pratiche ci sono a disposizione 14 stereomicroscopi, e i laboratori e gli acquari sono serviti da acqua marina che viene direttamente pompata dal mare. Il primo piano dell’ex scuola media è un via vai continuo di giovani e di studiosi, compresi esperti delle migliori università italiane che vengono a confrontarsi e a costituire gruppi di lavoro a Piombino. Certo, c’è anche una parte museale sempre aperta, che durante l’estate ovviamente vive il suo momento magico, dove è possibile vedere le specie marine più interessanti. I biologi spiegano le caratteristiche anatomiche e fisiologiche degli animali esposti. Un altro mondo. Un’eccellenza della nostra città. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web