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«Nessuna incompatibilità all’ampliamento della discarica»

«Nessuna incompatibilità all’ampliamento della discarica»

Il ministero dell’Ambiente boccia i tre esposti del Comitato salute pubblica che contestavano la realizzazione dell’impianto in un Sito di interesse nazionale

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PIOMBINO. Il Comitato di salute pubblica continua nelle sue proteste antidiscarica e nei giorni scorsi ha inviato un nuovo esposto al ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Ma in realtà il ministero aveva già risposto al Comitato lo scorso 10 dicembre con una e-mail rimasta evidentemente nel cassetto anche del Comune, che pure l’ha ricevuta come il Comitato.

Risposta secca, che non lascia spazio a interpretazioni, rispetto alle questioni poste dal Comitato al ministero con gli esposti del 9 e 31 luglio 2018 e del 18 ottobre 2018: per la direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del ministro dell’Ambiente «il sito in oggetto non rientra in nessuna delle procedure di infrazione di propria competenza ed è esterna anche alla perimetrazione Sin di competenza statale».

La direzione ha precisato che l’attuale discarica Rimateria «è esterna alla perimetrazione del Sin, mentre l’area oggetto dell’ampliamento è situata all’interno della perimetrazione». Inoltre la Direzione ha spiegato che dopo aver esaminato tutta la documentazione pervenuta ha indetto una Conferenza dei servizi «cui ha fatto seguito il decreto direttoriale di conclusione positiva della medesima Conferenza». Da qui la Direzione «ha ritenuto espressamente che non sussiste una incompatibilità assoluta alla realizzazione dell’ampliamento della discarica in area Sin». Tutto ciò fermo restando che «l’intervento di messa in sicurezza permanente dell’area, la cui esecuzione è rimessa al proponente sotto il controllo della Regione e dell’Arpa, è propedeutico e funzionale a qualsiasi attività di riutilizzo dell’area stessa».

Infine «la fattibilità tecnica dell’ampliamento della discarica da realizzarsi a valle di un intervento di messa in sicurezza permanente, ancorché in area Sin, è oggetto di procedimento di Via e Aia di competenza della Regione».

Intanto nei giorni scorsi il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza è stato ascoltato in Consiglio regionale dalla “Commissione d’inchiesta in merito alle discariche sotto sequestro e al ciclo dei rifiuti”, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5S).

«Non sono possibili risposte ideologiche quindi non si può parlare di discariche zero», ha detto Ferruzza, rilevando anzi che allo slogan «rifiuti zero corrisponde impianti mille, cioè per stoccaggio, differenziazione e riciclo». Ferruzza ha spiegato che i rifiuti speciali «rappresentano il 75% del totale e il pubblico se ne deve occupare».

Secondo gli ultimi dati Ispra, in un anno vengono prodotte in Toscana 10,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali – ovvero quelli provenienti da attività produttive, di commercio e servizi – e 2,2 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. —



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