Il Tirreno

campiglia 

L’assessora Viola Ferroni si candida alle primarie del Pd

Annalisa Mastellone
L’assessora Viola Ferroni si candida alle primarie del Pd

Dovrebbe andare in sfida con la collega di giunta e di partito Alberta Ticciati Un programma in quattro punti: terme, lavoro, sicurezza e cura del territorio

4 MINUTI DI LETTURA







Ha presentato la sua candidatura alle primarie Viola Ferroni. In vista delle prossime elezioni comunali di maggio, la renziana, assessora alle finanze, sviluppo economico e delle imprese e politiche per il centro storico, ha annunciato ieri in conferenza stampa che «nei modi e nei tempi che il Partito democratico insieme alle altre forze politiche decideranno, raccoglierò le firme per candidarmi alle primarie in vista delle prossime amministrative».

Saranno primarie a due e in rosa visto che, a quel che si sa al momento, Ferroni andrà in “sfida” con la collega Alberta Ticciati, assessora ai servizi sociali, servizi educativi, istruzione e sport.

«Non saranno primarie col coltello in mano, ma un momento di confronto - ha precisato - All’interno del Pd e nel mondo del centro-sinistra lo sforzo che abbiamo fatto, almeno nel comune di Campiglia, è quello di considerare marginali le questioni di natura correntizia e concentrare la discussione su temi concreti e problemi da risolvere».

Sono quattro i punti cardine attorno a cui si svilupperà il programma di Ferroni per le primarie e che presenterà in un’iniziativa pubblica il 17 gennaio: terme, lavoro, sicurezza e cura del territorio. «Sono questi i temi che individuo come priorità – ha detto - le sfide con le quali mi vorrei misurare, convinta che la risposta più appropriata che possiamo dare al disagio diffuso resti la creazione di lavoro vero, sostenibile e con retribuzioni adeguate. Le terme saranno il perno dello sviluppo e la base per la creazione di nuovi posti di lavoro. La mia idea è quella di creare un sistema a circuito, che attraendo persone e investimenti nel comune sappia collegare il centro del paese con le terme e il borgo di Campiglia. Questo processo di crescita dovrà essere supportato dal pubblico favorendo nuovi insediamenti negli strumenti urbanistici, attuando incentivi per rendere le terme e la loro fruizione accessibili a tutte le tasche, creando una viabilità semplice, snella e fruibile: piste ciclabili, viali pedonali e collegamenti pubblici efficienti. I paesi turistici sono prima di tutto belli e ben tenuti: i parchi, le vie, il centro storico dovranno essere curati, ben arredati e sfruttati con iniziative capaci di coinvolgere la cittadinanza».

Fondamentale per Ferroni è che pubblico e privato lavorino in sinergia per partecipare allo stesso progetto di crescita e di sviluppo di Campiglia e della sua comunità: «Sono convinta che i risultati migliori si ottengono quando l’iniziativa del singolo concorre al benessere generale, perciò non dobbiamo guardare con sospetto e diffidenza alle idee, alla creatività e alle aspirazioni di ciascuno di noi».

Se il termalismo sarà la leva principale per impostare il futuro e dare linfa al commercio (in special modo quello del centro di Venturina e del centro storico di Campiglia, a cui saranno garantiti i servizi fondamentali) un ruolo importante nell’idea di sviluppo del paese di Ferroni ce l’hanno anche le aree artigianali e produttive, come Campo alla Croce e La Monaca: «Ci sono dei problemi di natura urbanistica per il tipo di attività previste che ne escludono altre, come il settore agroalimentare, o alcuni vincoli che non permettono ad esempio ampliamenti sui capannoni esistenti. Anche la logistica è un elemento caratterizzante delle nuove aree produttive».

Un cenno è stato fatto anche alla situazione della stazione ferroviaria e della zona «in cui, vista la grande utenza ferroviaria, bisogna incentivare la creazione di attività di servizio e un punto informazione, prevedendo misure di sostegno pubbliche a certi investimenti».

Infine, è stata affrontata la questione del futuro delle attività estrattive di Campiglia: «Una delle due concessioni attive (Monte calvi) ha un’autorizzazione la cui efficacia temporale va oltre la legislatura, mentre l’altra (Monte Valerio) esaurisce la sua efficacia nel 2020. Penso che così come è già stato fatto per Monte Calvi debba essere consentito di portare a compimento l’attuale piano di coltivazione in termini di volumi già autorizzati senza concederne di nuovi. In attesa del piano regionale delle cave e di un’analisi dei flussi necessari al fabbisogno economico e produttivo. In ogni caso a queste attività devono essere richieste maggiori compensazioni in virtù della attività che svolgono, senz’altro impattante. Qualora le analisi regionali dei flussi dicessero che non c’è più bisogno di questo materiale dovremo agire per tempo garantendo il ripristino ambientale e una ricollocazione della forza lavoro impiegata, garantendo che le aziende ottemperino al ripristino ambientale». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini