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Il Comitato salute scrive al Ministero «Dovete stoppare quella discarica»

Paolo Carletti
Il Comitato salute scrive al Ministero «Dovete stoppare quella discarica»

Accuse alla Regione per avere concesso autorizzazioni facili L’appello a Costa: «Il comprensorio corre un grave pericolo»

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Il Comitato di salute pubblica attacca sulla discarica. E questa volta finisce sulla graticola la Regione - oltre al Comune - e le autorizzazioni che sono state rilasciate a suo tempo per realizzare la discarica di Ischia di Crociano. Il Comitato, a firma del presidente Alessandro Dervishi e della segretaria Roberta Degani hanno spedito un esposto al ministero del’Ambiente, al titolare del dicastero Sergio Costa, e ad alcuni funzionari, oltre che per conoscenza agli enti locali (Comune, Regione, Arpat, Wwf, Gruppo di intervento giuridico. Con toni soft ma decisi, entrando nella sostanza della vicenda, il Comitato fa presente che la pratica la discarica non è mai stata sottoposta al Vas (Valutazione ambientale strategica), pur essendo a meno di due chilometri dall’oasi del Wwf di Orti-Bottagone, di Importanza comunitaria e zona Rasmar (Riserva naturale).

Inoltre alla Regione sarebbe stata presentata una Vinca (Valutazione di incidenza) in ritardo «e così generica da sembrare una autocertificazione». C’è poi la Via (Valutazione impatto ambientale), concessa a lavori in corso e senza seguire il normale protocollo dei controlli. Insomma, secondo il Comitato, che si sta battendo su più fronti (come il referendum), il ministero dovrebbe obbligare il Comune di Piombino a eliminare dalla zona LI53 la destinazione F6 (area a discarica) «per tutelare l’ambiente e la salute della popolazione. Tale atto escluderebbe la possibilità di costruire una nuova discarica per rifiuti speciali». Il Comitato chiede anche che la Regione si attivi per la procedura di Vas rigettando la Via «avviata prematuramente». Insomma, c’è stato un errore di procedura in Regione nelle autorizzazioni? Secondo il Comitato sì. E fa presente che nella zona si stanno potenziando attività legate al mare, come a Pontedoro, allevamenti ittici, che è confinante con aree agricole e col quartiere Colmata, oltre che strada di accesso alla Costa Est. Secondo il Comitato, Rimateria non sta per ampliare una discarica ma ne sta facendo una nuova «perché la discarica non è più comprensoriale ma si intende costruire un sito per rifiuti speciali. Nel caso la discarica fosse autorizzata attirerebbe rifiuti da tutta Italia e si avrebbe tra l’altro un notevole aumento del traffico in zona». Un’area che prima di tutto andrebbe messa in sicurezza prima di pensare a un suo ampliamento. «Ma il progetto di bonifica non può passare automaticamente da Asiu a Rimateria perché è cambiata completamente la motivazione: prima doveva servire per costruire una discarica comprensoriale per i rifiuti urbani, oggi si vuole una discarica per rifiuti speciali di livello nazionale. Legare la messa in sicurezza alla realizzazione della discarica è un atto improprio da parte del Comune di Piombino, derivato dall’avere assegnato arbitrariamente a tale area la destinazione a discarica trascurando le caratteristiche della zona. Quindi - aggiungono i componenti del Comitato salute pubblica - la fattibilità tecnica di eseguire su tale area una discarica non può essere data preventivamente con la Via ma solo dopo la Misp (Messa in sicurezza.

Insomma, uno slalom tra termini tecnici ma sostanzialmente tutti convergenti su un punto fondamentale: la discarica può essere solo di prossimità. Il Comitato conclude evocando una prospettiva apocalittica se si dovesse ampliare la discarica, considerando i miasmi che stanno causando problemi agli abitanti vicini. Senza considerare i pericoli per la falda e per il mare. —

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