Lutto
Sedute di radioterapia anche notturne e pazienti smistati tra Grosseto e Lucca
Nel bunker arriva un acceleratore lineare di ultimissima generazione, ma l’installazione creerà un periodo di disagi
PIOMBINO. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo all’ospedale di Livorno di un nuovo acceleratore lineare, l’apparecchio utilizzato a Radioterapia per irradiare i tumori con fasci di elettroni e fotoni. Si tratta di una macchina di ultima generazione, che permetterà un ulteriore salto di qualità al reparto guidato da pochi giorni da Donatella Badii dopo il pensionamento, avvenuto il 30 dicembre scorso, dello storico direttore Manrico Bosio.
Oggi nel bunker di viale Alfieri funzionano due acceleratori: uno d’avanguardia, arrivato nel 2012, e uno più datato. Il primo resterà al suo posto e sarà affiancato da questa nuova apparecchiatura gemella che sostituirà la vecchia. «Aspettavamo questo momento da cinque anni», spiegava Manrico Bosio nell’intervista rilasciata al Tirreno la scorsa settimana in cui si congedava da medico ospedaliero.
L’ex primario Bosio in realtà, tolto il camice, continuerà a seguire le vicende della Radioterapia livornese con una consulenza gratuita, in particolare curando la lunga e delicata fase dell’installazione del nuovo macchinario e la gestione dei disagi che la sostituzione del vecchio acceleratore comporterà per una parte dell’utenza del reparto.
Ci vorranno almeno sei mesi infatti perché la nuova apparecchiatura diventi operativa. Le previsioni parlano di luglio. Ma non vi è certezza sui tempi.
Va ricordato infatti il precedente del 2012, quando il macchinario arrivò a Livorno a gennaio e fu inaugurato a dicembre. In questo intervallo, fino a quando non avverrà la sostituzione dell’acceleratore e soprattutto non saranno superati i tanti collaudi previsti dalle normative, continuerà a funzionare un acceleratore solo, che non è in grado di soddisfare tutta la domanda.
E così per i pazienti di Livorno e provincia che devono sottoporsi a “radio” sono state pensate due soluzioni diverse. 1) sedute tardo-pomeridiane e notturne in viale Alfieri fino alle ore 23 utilizzando l’unica macchina funzionante. 2) trasferte in altre strutture ospedaliere della Toscana, a Grosseto (per i residenti dell’area piombinese e dell’Elba) e a Lucca (per chi è residente da Donoratico a Castiglioncello ma anche per una parte dell’utenza livornese).
6 MESI DI DISAGI DAL 28 GENNAIO
La rivoluzione partirà lunedì 28 gennaio. Il disagio riguarderà circa 40 persone al mese. Se l’operazione di smontaggio e montaggio del nuovo acceleratore durerà sei mesi significa che saranno coinvolte 240 persone, se durerà 11 come accadde nel 2012 si arriverà a 440 utenti. La vita di queste persone, già colpite dalla malattia sarà ulteriormente stravolta.
«Ma non ci sono alternative – spiega Manrico Bosio –, chi avrà diritto al trasporto sanitario lo manterrà».
«Gli altri – aggiunge Bosio –, anche grazie all’interessamento dei sindaci della Val di Cecina e Val di Cornia, avranno assicurate alcune forme di trasporto gratuito con pulmini da 8 posti e automobili». I dettagli sono ancora in via di definizione e saranno comunicati dall’Asl nei prossimi giorni.
15 PAZIENTI A LUCCA, 12 A GROSSETO
Oggi, col vecchio acceleratore, vengono curati una media di 4 pazienti all’ora, altri 3 invece vengono trattati con la macchina più moderna. «Dobbiamo garantire un trattamento idoneo a tutti i nostri pazienti nei tempi giusti – sottolinea Manrico Bosio –. Per questo una parte di loro sarà dirottata altrove: abbiamo calcolato che 15 persone al giorno andranno a Lucca, scelte in particolare tra i residenti tra Castiglioncello e Donoratico». «12 persone invece – spiega ancora Manrico Bosio – andranno a Grosseto, individuate tra i residenti da San Vincenzo in giù. 16 resteranno a Livorno, li seguiremo noi lavorando quotidianamente fino alle ore 23 con l’altro acceleratore lineare».
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