Gioco
Dopo i lavori di emergenza riapre il cantiere a S. Giacomo
Il tetto della chiesa spagnola del carcere è stato intanto messo in sicurezza Ora si ricomincia dal tetto e sarà terminata la parte esterna dell’edificio
porto azzurro. Passate le feste natalizie, si riprenderanno i lavori di restauro alla chiesa seicentesca di San Giacomo Maggiore all’interno della cittadella carceraria. Li ha commissionati l’associaizone “Opera San Giacomo” onlus di cui è presidente Fabrizio Grazioso. Iniziati alla fine del mese di novembre dello scorso anno, si sono interrotti con l’approssimarsi del Natale; per poi riprenderre, come detto, il prossimo 7 gennaio. «Intanto si è intervenuti – dice il presidente del sodalizio elbano – sulla facciata esterna e soprattutto sul tetto, dalla parte del frontespizio e del campanile. Nei punti cioè particolarmente danneggiati e da cui filtrava l’acqua. Ora si tratta di continuare a rifare la copertura e terminare l’esterno dell’edificio, per poi passare agli interni».
La costruzione della chiesa risale al 1656, ai tempi della dominazione spagnola e poi modificata nel 1728 da un architetto locale di Porto Longone. Per lungo tempo la chiesa era frequentata anche dagli abitanti del paese e qui si svolgevano le cerimonie e le ricorrenze del mondo cattolico. Per quanto è dato sapere l’ultimo restauro è stato portato a termine nella metà degli anni ’80. Se ne occuparono gli stessi detenuti. Come pure furono gli stessi ristretti, nei primi anni del Novecento, a prestarsi ad abbellire l’interno del tempio e ad aiutare il pittore elbano Eugenio Allori che si occupava di affrescare le pareti con soggetti religiosi. A partire dal 2004 la chiesa è stata chiusa al culto perché dichiarata inagibile, visto e considerato lo stato in cui versava il tetto e le infiltrazioni dell’acqua piovana che rendevano instabile le travature.
Oggi, il cappellano del carcere celebra la messa in una cappella all’interno del carcere. La chiesa San Giacomo Maggiore presenta le caratteristiche del barocco catalano tipico dell’epoca di costruzione. Ha un ingresso centrale con colonnato. Poi, sul lato sinistro, il fonte battesimale nella sua struttura originaria. Dietro il coro, nella parte centrale, allinea tre altari votivi. Infine la navata si completa con il pulpito e l’abside. Tutto ciò sovrastato da una struttura superiore a volta tipica delle chiese spagnole. Un peccato dunque lasciarla nel più completo abbandono e senza pensare a un suo recupero strutturale. È quello che ha fatto l’ “Opera San Giacomo”, che costituitasi nella passata primavera si è subito impegnata a reperire fondi necessari per ripristinare il tutto. «I lavori sono seguiti – continua Grazioso – dalla nostra delegata Graziella Petucco e procedono secondo il cronoprogramma. Il nostro intento è quello di inaugurare la struttura il 25 luglio prossimo, giorno in cui il paese celebra il patrono. Vedremo se sarà possibile. Intanto ricordo che è iniziata (terminerà alla fine di gennaio) la campagna di tesseramento. Chi vorrà partecipare – conclude - sarà il benvenuto». —
L.C.
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