Lutto
Rimateria: gruppo di controllo col Comitato salute pubblica
Dopo il sopralluogo di ieri, la giunta ha chiesto l’installazione di nuove centraline Gli antidiscarica invitati nel team con Comune, Arpat e Asl per monitorare il sito
PIOMBINO. Si è svolto ieri il sopralluogo agli impianti della discarica a Ischia di Crociano, annunciato dal sindaco Massimo Giuliani contestualmente alla richiesta di nuovi e approfonditi controlli.
Così ieri col vicesindaco Ilvio Camberini c’erano un istruttore del comando della polizia municipale, personale dell’ufficio ambiente del Comune e di Arpat, accompagnati dal personale di Rimateria. Sulla base di quanto emerso nel sopralluogo, la giunta ha deliberato la costituzione di un gruppo di lavoro composto dal personale dell’ufficio ambiente del Comune di Piombino e da personale di Arpat e Asl, «per monitorare in maniera permanente – dice una nota dell’amministrazione comunale – le emissioni odorigene della discarica, individuarne le cause e identificare soluzioni che mitighino le emanazioni da ora fino alla chiusura dell’impianto». Come annunciato alla vigilia del sopralluogo «al gruppo di lavoro verrà invitato a partecipare anche un rappresentante del Comitato di Salute pubblica».
Del resto il peggioramento della situazione era stato certificato dai dati provenienti dalla centralina in località Montegemoli per la misurazione delle concentrazioni in atmosfera dei valori di H2S (idrogeno solforato), elemento odorigeno tipico prodotto dalla emissioni del biogas delle discariche di rifiuti organici. La centralina, che era stata chiesta ad Arpat dal sindaco in agosto, ha rilevato «un significativo aumento delle emissioni di H2S – dice la nota del Comune – durante il mese di dicembre».
Così il 31 dicembre 2018 il sindaco ha convocato con urgenza il Servizio ambiente «per attivare di concerto con Arpat e Asl le necessarie azioni di verifica dei valori registrati, col mandato di individuare cause e adottare soluzioni».
Il sopralluogo di ieri mattina ha fatto dunque avanzare l’ipotesi «che la persistenza di emissioni odorigene sia correlata agli interventi di coltivazione e messa in sicurezza della discarica propedeutici alla sua chiusura, come la trivellazione e taratura dei pozzi di aspirazione, distacchi momentanei di sistemi di captazione per la stesura di teli di copertura». Per questo la giunta si è poi riunita e ha deliberato «la costituzione del gruppo di lavoro che dovrà anche fornire relazioni periodiche per consentire l’adeguata informazione sia all’amministrazione comunale che alla cittadinanza».
L’amministrazione ha infine stabilito «che sia potenziato l’attuale sistema di monitoraggio con l’installazione da parte di Arpat di ulteriori centraline nell’area circostante l’impianto di Rimateria per un controllo in continuo delle emissioni odorigene provenienti dalla discarica».
Rimateria del resto, per bocca del direttore Luca Chiti, durante l’incontro con Camberini e l’Arpat si è detta «favorevole a un’intensificazione dei monitoraggi presso l’impianto» e ha sollecitato «la realizzazione di una rete di monitoraggio in continuo sul territorio, per avere dati più accurati e un quadro costantemente aggiornato delle maleodoranze».
«Allo stesso mondo siamo pienamente d’accordo – ha proseguito Chiti – nella costituzione di una commissione autonoma e competente che segua in modo sistematico questo problema, così come suggerito dal Comune di Piombino, e auspichiamo la creazione di un panel di osservatori distribuiti sul territorio per la rilevazione statistica delle maleodoranze, come ipotizzato da Arpat». Lo ha detto il direttore di Rimateria, Luca Chiti, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato rappresentanti dell’Amministrazione comunale e dell’Arpat.
«La nostra collaborazione con gli organi di controllo è sempre stata totale – ha sostenuto il direttore di Rimateria – e siamo impegnati con tutto il personale nell’opera di risanamento e gestione in sicurezza dell’impianto. In questi mesi non siamo certo stati con le mani in mano, come dimostra l’aver completamente rifatto la metà dei pozzi percolato e l’aver portato a 58 il numero di pozzi di aspirazione, oltre ad aver realizzato la copertura di circa un quarto della superficie della discarica».
Ciò nonostante Chiti si è detto «consapevole del permanere del forte disagio dei cattivi odori, sebbene più contenuto rispetto anche solo a pochi mesi fa (primo semestre 2018) e per questo ci impegniamo a porre la massima attenzione al mantenimento di tutti gli accorgimenti operativi che contengano il diffondersi di odori indesiderati».
Rimateria dunque, che precisa come «in queste due settimane tra fine 2018 e inizio 2019 nella discarica di Rimateria non sono in corso operazioni di manutenzione e i conferimenti, sospesi da venerdì 21 dicembre, riprenderanno a regime il 7 gennaio», resta in attesa «di un documento di Arpat che indichi i rilievi effettuati negli ultimi quattro mesi così da poter valutare su base oggettiva i dati rilevati». —
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