Toscana
Presto uno studio sull’incidenza delle patologie reumatiche all’Elba
Ospedale: la proposta del direttore dell'unità operativa di medicina Riccardo Cecchetti
PORTOFERRAIO. Novità in arrivo per i numerosi pazienti reumatici elbani. Nell’ultimo congresso nazionale della Società italiana di reumatologia infatti il dottor Riccardo Cecchetti, primario dell’unità operativa complessa di medicina interna e della sezione di reumatologia dell’ospedale di Portoferraio, è stato nominato presidente della Società italiana di reumatologia della Regione Toscana per il biennio del 2019 -2020, con la possibilità di aprire nuovi orizzonti per la nostra isola. La Sir vede al suo interno i reumatologi italiani, universitari, ospedalieri e specialisti territoriali, promuove il miglioramento del progresso scientifico e si interessa, di concerto con le associazioni nazionali dei malati reumatici, della gestione dei pazienti e del miglioramento delle possibilità di cura nei vari reparti ed ambulatori.
Una prospettiva che permetterà anche al nostro ospedale di essere al passo con i tempi su questo tipo di malattie che “sono molto frequenti nella popolazione” come specifica lo stesso dottor Cecchetti. Le malattie reumatiche si suddividono, semplicisticamente parlando in degenerative (come l’artrosi) e infiammatorie autoimmuni sistemiche (come l’artrite reumatoide, la spondilite, le connettiviti e le vasculiti). Lo studio delle cause delle malattie reumatiche infiammatorie dimostra che sono le stesse che governano l’ateriosclerosi e l’infarto, quindi la complicanza maggiore di queste malattie è il rischio cardiovascolare. «Ho accettato questa candidatura – spiega il primario di medicina – perché sono intenzionato a dare il mio contributo alla gestione dei problemi sanitari e sociali delle malattie reumatiche. Da anni collaboro in regione per la stesura delle linee guida sulle malattie reumatiche».
Un risultato importante che non ha fatto passare in seconda linea la professionalità del dottor Cecchetti, che pure da un ospedale più grande e continentale si è trasferito ad un ospedale più piccolo come quello isolano, da cui ha già iniziato a guardarsi intorno. «Non è tanto che lavoro all’Elba – considera – sono arrivato a marzo scorso ed ho intenzione di fare uno studio sulla prevalenza e incidenza delle malattie reumatiche con il coinvolgimento dei medici di medicina generali ed ospedalieri dell’area medica dell’ospedale elbano, perché ho l’impressione che su questo territorio ci sia una maggiore incidenza delle patologie reumatiche autoimmuni sistemiche. Dovrò verificare se è così e capirne le cause». Presto, sempre sull’Elba, sarà istituita anche un’associazione dei malati reumatici. «Come prima cosa – ricorda – ho iniziato l’attività reumatologica aprendo un ambulatorio istituzionale di reumatologia e se mi riesce vorrei incrementare questa attività. Mi piacerebbe creare un’associazione non solo per i malati reumatici e dare il mio contributo insieme ad altri colleghi al trattamento delle patologie autoimmuni sistemiche, non solo reumatiche ma anche gastroenterologiche e di altro tipo. Ho poi un progetto più ambizioso per il futuro, mi piacerebbe far nascere, insieme ad altri soggetti, altri enti ed altre strutture, valutando metodi e modi, una fondazione per la promozione della salute all’Elba».
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