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la politica 

La Lega corteggia Ferrari per la corsa a sindaco del 2019

Cristiano Lozito
La Lega corteggia Ferrari per la corsa a sindaco del 2019

Al momento non c’è la sua disponibilità, ma il confronto continua. Palombi l’alternativa La soluzione dello scontro nel Pd su Giuliani chiarirà il quadro del centrosinistra 

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La poltrona di sindaco di Piombino, dopo 70 anni, è per la prima volta contendibile. La frase dalle politiche di marzo, quando a pronunciarla erano gli stessi[ democratici, quasi a esorcizzare il rischio, ha acquisito un’evidente concretezza. Infatti se già il Pd aveva i suoi problemi di consenso rappresentati dai quattromila voti persi a marzo, ora c’è anche la bagarre interna di questi giorni. Una partita tra le anime del partito al termine della quale – e nel giro di pochi giorni – si capirà se e come (cioè con quali alleati) Massimo Giuliani e il suo partito andranno avanti insieme.

La conclusione di questa fase avrà l’effetto di chiarire non solo le strategie del partito (fin qui) di maggioranza, ma anche di far muovere gli avversari. Che si fregano le mani per gli innumerevoli problemi dei democratici, ma che ora devono trasformare questa situazione mai così favorevole, in azione concreta.

In questo momento ci si immagina la situazione divisa in tre blocchi, Pd appunto, Cinque Stelle e centrodestra, ma sul risultato della prossima primavera potranno pesare le alleanze con liste civiche e partiti minori, che cinque anni fa tutti insieme valevano circa 5000 voti. Partiamo da destra: il boom della Lega alle Politiche (19%) e la crescita del partito di Salvini nei sondaggi nazionali fanno intendere le potenzialità di uno schieramento di centrodestra alle Comunali. Serve un candidato sindaco spendibile, e tutti gli indizi portano a un nome: l’avvocato Francesco Ferrari, consigliere comunale eletto nel 2014 in una lista che portava il suo nome e il simbolo di Forza Italia, e poi approdato a Fratelli d’Italia. Si sa che la Lega lo corteggia, magari per metterlo a capo di una lista civica, perché crede di poter drenare i voti di Forza Italia, che in città non esiste più, presume di aver in canna la possibilità di sfondare, ma pure di non avere un candidato con un minimo di appeal. Ferrari ha carisma e profilo giusto però, pur tentato, al momento sembra non essere disponibile, principalmente per ragioni professionali. Qualcuno fa intendere che il suo nome potrebbe tornare buono per le regionali del 2020, ma il confronto continua e la parola fine non è ancora stata scritta. Nel caso, con Ferrari potrebbe allearsi Riccardo Gelichi, sempre più lontano dal centrosinistra (o meglio da Giuliani e soci). In alternativa a Ferrari circola il nome di Gianluigi Palombi, medico a Villamarina, assessore a Campo nell’Elba e coordinatore di zona di Forza Italia.

Anche i 5 Stelle si sentono competitivi: partono dal 15,75% di 5 anni fa (ma alle Politiche di marzo ottennero il 27%) e da un lavoro di opposizione che ha dato loro visibilità. Al momento non sembrano esserci nomi alternativi a quello di Daniele Pasquinelli, già in corsa nel 2014.

A sinistra bisognerà capire quale strategia prevarrà nello scontro in atto nel Pd. Si sa che la parte che fa riferimento a Gianni Anselmi pensa a una possibile alleanza con Spirito Libero di Stefano Ferrini ma anche con la lista civica di Riccardo Gelichi, mentre l’area vicina a Giuliani immagina un partito più spostato a sinistra, magari recuperando i transfughi di Leu che alle politiche hanno raccolto il 5,5%. Leu però potrebbe anche cercare un confronto con le altre forze di sinistra (Prc e Un’altra Piombino) per formare una nuova coalizione. —

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