Il Tirreno

crisi nei democratici 

Il Pd va nel caos, gli “anselmiani” lasciano la segreteria dell’Unione comunale

Cristiano Lozito
Il Pd va nel caos, gli “anselmiani” lasciano la segreteria dell’Unione comunale

Accuse a Geri: mai ascoltati, impossibile proseguire così La replica: da mesi lavorano per far cadere la giunta

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Tregua finita in casa Pd: i membri della cosiddetta mozione Anselmi-Roventini ieri mattina in una conferenza stampa hanno annunciato le dimissioni dalla segreteria dell’Unione comunale. Si tratta di Andrea Toninelli, Alberto Anselmi, Marco Pellegrini, Walter Calvi, Gianpiero Vaccaro, Gianna Madau, Paola Pizzi, Alessandro Leporatti, secondo cui «ormai era impossibile andare avanti».

«C’era un accordo sulla discontinuità – ha detto Toninelli – e per lavorare con l’obiettivo di ricostruire una linea comune. Invece qui siamo arrivati a leggere sul Tirreno documenti mai visti, firmati “Unione comunale Pd”».

«Siamo maggioranza nel partito – ha sostenuto Pellegrini – ma non siamo stati mai nemmeno ascoltati. Per me era la prima esperienza, credevo fosse ritenuto importante da tutti discutere, invece si chiedeva solo di alzare la mano per votare documenti già scritti. E io non ci sto».

«Mai c’è stata una discussione interna sul problema Rimateria – ha aggiunto Toninelli – e anche su come gestirlo in consiglio comunale, dove nel gruppo da tempo è evidente un malessere. Così non si è riaperto un dialogo con la città, rischiando di consegnare il Comune ai populisti».

Primo bersaglio è la segretaria Bruna Geri, di cui sono state chieste le dimissioni con una lettera al segretario di Federazione, Massimiliano Roventini, invitato a riunire gli organismi direttivi. Ma è ovvio che in discussione siano la giunta e il sindaco Massimo Giuliani.

La durissima reazione alla conferenza stampa del mattino è arrivata con un documento firmato da Bruna Geri, Simone De Rosas, Matteo Brogioni, Alberta Ticciati, Maida Mataloni, Ilvio Camberini, Marco Macchioni, Carla Maestrini, Rinaldo Barsotti, Margherita Di Giorgi, Enzo De Bonis, Monica Braschi, Claudio Cerrini: «Di fronte alla destra che avanza decidere di dividere il Pd e il centrosinistra è una scelta irresponsabile. Il segretario dell’Unione comunale del Pd di Piombino come gli altri segretari comunali della Val di Cornia e così come il segretario della Federazione – si legge – sono frutto di un accordo unitario nell’ultimo congresso, per evitare ulteriori divisioni. Sapendo bene che mettere in discussione il segretario comunale di Piombino significa mettere in discussione tutti gli altri segretari, ci domandiamo per quale motivo a pochi mesi dalle elezioni amministrative il gruppo che fa capo al consigliere regionale Gianni Anselmi, che è stato uno dei firmatari di quell’accordo, intenda far franare tutto».

Per il gruppo «la richiesta di dimissioni del segretario dell’Unione comunale giunge dopo mesi in cui il gruppo vicino ad Anselmi è stato protagonista di tentativi di indebolire il gruppo consiliare, e conseguentemente la giunta Giuliani, finalizzati a far venir meno la maggioranza, e in cui si rincorrono notizie di incontri, che si vorrebbero tener segreti, su iniziativa di questo stesso gruppo con potenziali nuovi “alleati” estranei al centrosinistra, se non esplicitamente schierati a destra». Inoltre vengono citati «numerosi colloqui con i quali si fa scouting per un candidato sindaco. Alla luce di tutto questo c’è bisogno di sapere – è la conclusione – se tale atteggiamento non sia il preludio del loro abbandono del Pd per i famosi “comitati civici” di Renzi».

Così viene chiesto a Roventini, «garante dell’accordo che ci tiene insieme e dell’unità del partito, di prendere posizione. Occorre da subito definire un progetto e un quadro di alleanze con cui il Pd e il centrosinistra si candidano a governare il comprensorio». Altrimenti, «si restituisca la parola agli iscritti con un congresso». —



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