Il Tirreno

Ecco “Illusioni di marmo” il belvedere delle Logge dall’Acropoli di Populonia al museo di Piombino

Cecilia Cecchi
Ecco “Illusioni di marmo” il belvedere delle Logge dall’Acropoli di Populonia al museo di Piombino

Riquadro a cubi prospettici al centro del pavimento come a Roma Prima fase del progetto finanziato dalla Fondazione Livorno 

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storia e restauro

Riquadro a cubi prospettici, al centro del pavimento a mosaico, ma non siamo nella casa dei Grifi sul Colle Patino a Roma. È il cuore del belvedere de “Le Logge”, sull’Acropoli di Populonia.

Terrazza coperta ora “ricostruita” al museo di Piombino a fianco del mosaico dei pesci. La presentazione – in regia Parchi e Comune – di “Illusioni di marmo” dallo scenografico belvedere davanti alle Logge, decorato in origine in modo eccellente (ben visibile dai pannelli didattici), sabato pomeriggio in Cittadella. Prima con un incontro nella saletta del museo con slide relative a scavo, studi e recupero. Poi la visita al nuovo allestimento con Francesco Ghizzani Marcìa, presidente Parchi Val di Cornia, Cinzia Murolo curatrice del museo archeologico, Fernanda Cavari responsabile del laboratorio di restauro del dipartimento di scienze storiche Università di Siena (che ha seguito tutte le operazioni all’Acropoli) e Marta Coccoluto coordinatrice per il Parco archeologico di Baratti e Populonia.

Prima fase di un più ampioprogetto che prevede l’allestimento negli spazi del museo di Piombino di parte della pavimentazione a mosaico di un ambiente appartenente all’edificio romano delle Logge. Studio finanziato con 15mila euro dalla Fondazione Livorno per rendere finalmente fruibile un rinvenimento eccezionale non più ricostruibile nel suo contesto originale. La seconda fase, poi, prevede che i frammenti meglio conservati della decorazione parietale vengano esposti, posizionati sulla ricostruzione grafica ora provvisoria (strutture espositive progettate con la collaborazionedell’Associazione BACo– Baratti Architettura e Arte COntemporanea). «Quando siamo andati a scavare – ricorda Marta Coccoluto – un rompicapo: non la classica sequenza di fasi di crollo. Un solo schianto che aveva fatto come esplodere ogni cosa: la ricomposizione è stata lenta frammento per frammento. Le lastrine che mancando dai cubi prospettici? Probabilmente non le abbiamo individuate rimuovendo sezioni di terreno... si parla di secondo stile pompeiano – spiega – con finti marmi, stucchi, soffitto a cassettoni: un dato molto importante per Populonia; conquistata da Roma, ma non una città come tante. Questi motivi decorativi, nella metà del secondo secolo a. C. , non hanno confronti se non a Roma. Dunque a Populonia arrivano personalità importanti e vogliono per sè questo stile che solo più tardi si sarebbe diffuso...». Massima cura nel restauro degli elementi decorativi. «Un cantiere di sperimentazione – sottolinea Coccoluto – grazie a Fernando Cavari. Semi colonne di stucco ridotte quasi a “borotalco” ricostruite con metodologie d’ultima generazione, consolidando le trame del soffitto a cassettoni. Lo studio sta continuando per ricollocare i pezzi via via che la ricerca prosegue. Gli scavi dentro un parco, che alimenta lo studio universitario, che fa crescere il museo...». Impegnate nel “progetto belvedere” Parchi Val di Cornia con la collaborazione dell’Università di Siena e la supervizione di Andrea Camilli (Soprintendenza). Per sempre nuove tessere d’arte e bellezza. –

Cecilia Cecchi



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