Il Tirreno

A Piombino crescono le attività di vendita online e le strutture ricettive

di Valeria Parrini
Un fondo commerciale in affitto (foto di archivio)
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Un fondo commerciale in affitto (foto di archivio)

Quest'anno hanno chiuso i battenti 45 esercizi commerciali, quasi la metà nel settore dei prodotti non alimentari

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PIOMBINO. Sette in più le aperture e 5 in più le chiusure.Manca ancora qualche giorno alla fine dell’anno e il bilancio delle attività commerciali non è definitivo. I dati finali, però, non si discosteranno molto da quelli anticipati dagli uffici comunali. Dati che mostrano una crescita sensibile del commercio elettronico esercitato in negozi al dettaglio già attivi o da casa, con il sito web individuale. Oppure, in alternativa, aggiungendosi a siti collettivi. Quest’anno si sono registrate 13 nuove attività del genere (nel 2017 furono 5) a fronte di 3 cessazioni.

Il paragone tra i due anni dice che nel complesso il 2018 ha portato 59 inaugurazioni contro le 52 dell’anno precedente. I trasferimenti di sede sono passati da 8 nel 2017 ai 12 attuali.Le chiusure da 40 sono arrivate a 45 mentre i subentri (in sostanza i cambi di gestione) sono scesi sensibilmente: 43 nel 2017 e 29 stavolta. Che costituisca un piccolo segnale di stabilità, è decisamente presto per dirlo. Economia in sofferenza, settore in sofferenza. Seria. Saracinesche abbassate, sconti anticipati in un periodo come quello natalizio.
Scorrendo il file che include tutte le tabelle merceologiche, il presidente Confesercenti prende tempo per una valutazione più puntuale dell’intero andamento.

«Quello che posso dire adesso, in attesa di un’analisi accurata che non mancheremo di fare - afferma Antonio Baronti - é che la crescita delle attività di vendita on line deve far riflettere. Si può dire anche che il mercato turistico sta rispondendo bene all'impegno dell'intera zona sul settore».
Le strutture ricettive (affittacamere, alberghi e agriturismo) segnano più 7. Nessuna cessazione mentre nel 2017 furono 4 e 3 le aperture.

Bar e ristoranti pareggiano con 9 il conto tra nuovi e subingressi. Subingressi che toccarono quota 22 nel 2017 quando le cessazioni furono 8. Stavolta la cifra é leggermente più contenuta e si ferma a 6.
Rimaniamo a quest’anno. L’alimentare (pizze a taglio incluse) presenta un bilancio negativo tra aperture (8) e chiusure (10). Nove i cambi di gestione e 2 i cambi di sede.

Negativo anche il settore non alimentare: 17 contro 21 stop. Ben 10 i trasferimenti. Più 1 (3 contro 2) il saldo dei servizi alla persona (estetiste, parrucchieri, tatuaggi). Tre anche i subentri. Nessuno ha tentato la strada delle agenzie di affari e di viaggio mentre tre hanno chiuso i battenti. La situazione è articolata e merita analisi approfondite e, dopo le dimissioni di Stefano Ferrini, anche un assessore. Il ruolo è coperto ad interim dal sindaco Massimo Giuliani che, dopo l’uscita di Marco Chiarei, aveva già aggiunto l’ambiente alle sue deleghe.—

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