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In 800 alla festa di Aferpi per dipendenti e familiari

In 800 alla festa di Aferpi per dipendenti e familiari

Dopo i pc alle scuole derubate, l’azienda acquista un ecografo per l’Integrativa I sindacati: «Iniziativa legittima, ora però serve accelerare per far ripartire il lavoro»

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PIOMBINO. Circa 800 persone tra dipendenti di Aferpi, Piombino Logistics, Gsi e loro familiari, hanno partecipato ieri alla festa degli auguri organizzata dall’azienda nel capannone Vertek, allestito e addobbato per l’occasione. Tanti bambini, con animazione a loro dedicata, musica con Carlino dj, catering – molto apprezzato – curato dalle donne della “Serenissima”. Poi l’amministratore delegato Fausto Azzi ha sintetizzato i progetti aziendali dei prossimi anni, prima del brindisi e degli auguri che, in italiano, ha rivolto a tutti i presenti il direttore dello stabilimento, Mohan Babu.

Momenti importanti quelli della consegna dei primi pc alle scuole di piazza Dante derubate il mese scorso (presenti la dirigente del Primo circolo, Clelia Bertini, e Maurizio Grassi, dirigente della scuola di primo grado “Guardi”) per le quali Aferpi ha messo a disposizione 15mila euro. L’azienda ha fatto anche un’altra importante donazione alla Cassa mutua integrativa per un ecografo (valore 20mila euro), il cui certificato d’acquisto è stato consegnato al presidente Fabrizio Pennati.

La festa natalizia organizzata da Aferpi ha ricevuto da Usb e Camping cig commenti negativi che hanno coinvolto Fim, Fiom e Uilm, accusate di non aver preso le distanze dall’iniziativa, e in sostanza di non difendere i lavoratori, per tre quarti ancora a casa. «Capiamo che chi non ha argomenti validi – sostengono Fim, Fiom e Uilm – non avendo la capacità di fare proposte e il coraggio di organizzare proprie iniziative, possa solo provare a criticare il lavoro svolto dagli altri per ottenere un minimo di visibilità, ma lo riteniamo un modo profondamente ipocrita di fare i paladini degli interessi dei lavoratori».

Nel merito il sindacato spiega di aver «scelto di non prendere una posizione ritenendo legittima la decisione dell’azienda di confrontarsi con i propri collaboratori come, tra l’altro, è prassi consolidata in molte altre realtà italiane». Fim, Fiom e Uilm sostengono che «la fallimentare esperienza algerina ha creato un legittimo scetticismo intorno al futuro dello stabilimento», ma ritengono anche che «da parte della nuova proprietà questa possa essere considerata un’iniziativa tesa a riconciliare lo stabilimento con la città, al pari del contributo dato per la scuola derubata. Per questa ragione abbiamo ritenuto giusto non ostacolare la presenza all’iniziativa».

Detto ciò il sindacato chiede alla proprietà di «accelerare al massimo le valutazioni sugli investimenti per avere date certe su quando si tornerà a produrre acciaio, sulla partenza delle demolizioni e sulla ripartenza dei tre treni di laminazione in maniera continuativa, per dare risposte sia a chi è al lavoro, sia a coloro che stanno attendendo di rientrare».

Rispetto all’esclusione di Aferpi dal decreto sugli ammortizzatori sociali, che di fatto taglia 250-300 euro ai salari, il sindacato sostiene che adesso «il solo mezzo per dare un incremento a un salario al limite della sopravvivenza è chiedere all’azienda e a tutte le istituzioni di fare tutti gli sforzi necessari per far ripartire quanto prima il lavoro».

Infine viene definito «urgente e non più rinviabile un incontro al Mise col ministro Luigi Di Maio e i vertici del gruppo Jindal per fare un punto della situazione e valutare l’andamento del progetto industriale indiano». —



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