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Lavori al porto della Chiusa allungati i tempi per il via
Gli interventi dovevano partire in questo autunno, ma la cooperativa cerca ancora uno o più partner per la cantieristica. Così l’operazione slitta all’incirca di un anno
PIOMBINO. Si allungano i tempi per il porto della Chiusa, che si propone di realizzare una darsena turistica con 652 posti barca, un centro commerciale di 4mila mq, il polo della cantieristica, 80mila mq di aree e una banchina da 180 metri, un’area dedicata alle attività di pesca per 57 posti barca e un ettaro di magazzini per la conservazione del fresco, delocalizzando così gli attracchi dei pescherecci del porto di Piombino.
Nel progetto anche un’area di 100 posti dedicata alla nautica sociale e sportiva, più altri cento posti barca per i soci della cooperativa. Un’opera in grado – secondo la cooperativa Chiusa di Pontedoro – di generare 400 posti di lavoro.
Un anno fa alla firma dell’accordo procedimentale tra Autorità portuale, Comune di Piombino e cooperativa “Chiusa di Pontedoro”, venne stimato il via ai lavori nell’autunno del 2018, per concludersi del 2021, almeno riguardo alla prima parte del progetto del nuovo porto, e cioè la darsena turistica, con i suoi 652 posti barca.
Nei tempi previsti (lo scorso mese di marzo) è arrivata anche la Valutazione d’impatto ambientale della Regione e conseguentemente l’ok della conferenza dei servizi col completamento del percorso previso dal Decreto Burlando, ma il problema è che non si sono concretizzati i preaccordi in particolare per cantieristica, e così sono slittate la presentazione del progetto esecutivo e la richiesta di autorizzazione a costruire.
Se il progetto nella sua interezza ha un costo stimato in 80 milioni, per il primo step – cioè la realizzazione della darsena turistica – servono 25 milioni, teoricamente coperti dal valore dei posti barca, ma che nella realtà non sono ancora stati completamente raccolti.
«Ci sono ritardi sulla tabella di marcia – conferma il presidente della cooperativa, Lio Bastianini – ma come ho spiegato ai soci, resto fiducioso. Sono in corso contatti con alcuni partner potenziali per la cantieristica e sarebbe stato sbagliato predisporre un progetto esecutivo prima di aver chiaro chi occuperà quegli spazi e quindi anche come li immagina per i suoi scopi. Appena avremo le idee più chiare convocheremo l’assemblea. Ma è chiaro – conclude Bastianini – che non cambia il nostro obiettivo, e cioè iniziare a costruire il prima possibile per dare risposte alle esigenze dei soci».
Se i contatti in corso per la cantieristica andranno a buon fine e proseguirà positivamente la raccolta del denaro necessario a realizzare il primo step, l’obiettivo si sposterebbe a maggio per il progetto esecutivo e quindi al prossimo autunno per il via ai lavori, un anno di ritardo sulle previsioni se questa nuova tabella di marcia sarà rispettata.
Sono 392 i soci della cooperativa “Chiusa di Pontedoro”, aggiudicataria della concessione per realizzare il nuovo porto turistico nel tratto costiero tra la Punta Semaforo a Ovest, in prossimità del porto commerciale-passeggeri, e la foce del Cornia a Est. —
cloz
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