Italia
Nannini confermato con un plebiscito alla guida del circolino
Monteverdi. A votare sono andati in tanti e alla fine un mezzo plebiscito ha indicato nuovamente Giulio Nannini (nella foto) alla presidenza del “circolino” di Canneto. E Nannini, malgrado in cuor suo avesse deciso di “staccare” con un’esperienza e un incarico che hanno accompagnato un bel tratto della sua vita, di fronte a tanto consenso ha accettato. Nel nuovo vertice del Circolo Acli Canneto – questa l’intestazione ufficiale – a dare una mano a Nannini ci sono Franca Sozzi vicepresidente, Marcello Righini segretario/tesoriere, Luana Serini, Ettore Bertini e Anna Brunetti consiglieri, e Carlo Macchioni - consigliere comunale con delega all’agricoltura e all’ambiente – revisore dei conti.
Canneto è un borgo di quasi novecent’anni e di duecento anime intrecciate da legami familiari che hanno permesso di resistere al progressivo spopolamento cominciato nel dopoguerra e mai finito. Come è successo a Monteverdi, il capoluogo, verso il quale Canneto nutre un cordiale e mai smentito antagonismo. Sarà anche per questo forte sentimento campanilitico che la frazione batte due-a-zero il capoluogo per compattezza sociale e spirito di squadra talvolta così esibito da sembrare un ostacolo insuperabile.
Per farla breve, il circolino con il suo piccolo bar, la stanza sul retro per le riunioni e la tv accesa dal primo mattino fino alla chiusura notturna è l’agorà del paese: qui si commentano i fatti del giorno – uno sguardo al televisore, un altro al quotidiano squadernato sui tavoli – e si organizzano le piccole attività che mantengono stretti i legami comunitari (la tombolata, la cena del cacciucco, ecc.) oppure le rinomate sagre estive, dove per sedersi a tavola con un piatto di tortelli “fatti dalle donne del paese”, come dice la pubblicità, fai la coda anche per ore e ti consoli con il ballo accompagnato sempre da grandi orchestre del liscio.
Questo è il circolino, l’ombelico di Canneto, il suo punto di forza oppure, se si vuole, la linea di resistenza alle tentazioni centrifughe e all’ulteriore spopolamento. Si capisce, allora, che il mandato di oltre cento elettori affidato all’esperienza di Nannini è qualcosa di più dell’incarico di presidenza di un club qualsiasi, è un “obbligo” a tenere duro e alta la bandiera della frazione, a dispetto degli spara-sentenze («ma è solo un bar!»).
Vero, il circolino è anche questo. Ma che paese sarebbe Canneto se il circolino spegnesse le sue luci dopo che l’esodo verso la costa s’è portato via poco a poco servizi essenziali come la scuola e l’ufficio postale? —
G.P.
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