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Magona: da Bolton arriva la conferma della riattivazione del decapaggio
All’ad di Liberty, i sindacati hanno chiesto investimenti su zincatura 2 e un’ulteriore linea di preverniciato
PIOMBINO. Non siamo ancora al piano industriale di Liberty Steel per Magona, ma ieri nell’incontro con i sindacati l’amministratore delegato Jon Bolton ne ha presentato comunque le linee guida.
Quello che si è svolto ieri in Magona era il secondo incontro in ordine temporale con Fim, Fiom e Uilm, già programmato in base alla procedura di consultazione delle organizzazioni sindacali prevista dalla commissione europea, arrivato peraltro dopo le numerose dichiarazioni di Sanjeev Gupta, presidente di Gfgal, sul futuro dello stabilimento piombinese.
Molti elementi sono ancora da chiarire ma intanto «l’amministratore delegato di Liberty Steel – dice una nota delle rsu di Fim, Fiom e Uilm – ha confermato che nella fase successiva al closing sarà riattivata la linea di decapaggio».
Closing che ormai è atteso per l’inizio dell’anno nuovo e che darà il via libera alle acquisizioni di Gfg, controllante di Liberty Steel, degli impianti che Mittal ha dovuto mettere sul mercato per potere acquisire l’Ilva di Taranto.
Secondo quanto hanno riferito i sindacati al termine dell’incontro, durato due ore, «in questa fase sarà probabilmente l’unico investimento nel corso del 2019, ma durante i 100 giorni che seguiranno la vendita, in maniera codificata le organizzazioni sindacali e l’azienda si confronteranno per la stesura del piano industriale dei prossimi cinque anni».
Nell’incontro dunque i sindacati hanno avanzato delle osservazioni e alcune perplessità.
«Fra le osservazioni registriamo positivamente – dicono Fim, Fiom e Uilm – che in Magona riparte la linea di decapaggio, ferma da sei anni, con un incremento occupazionale. Tra le perplessità, con altrettanta chiarezza, diciamo che dovrà essere specificato e determinato quali sono i prodotti, i mercati e la struttura commerciale». Così come, secondo il sindacato, andranno specificati «i costi e la qualità dell’approvvigionamento».
Rispetto a questi elementi, Bolton ha dichiarato, secondo quanto riportano i sindacati, «che in una prima fase l’approvvigionamento sarà da Fos mentre in una seconda fase si pensa di utilizzare lo stabilimento di Galati, per la maggior convenienza economica, non appena saranno risolti i suoi attuali problemi di qualità».
«Inoltre – proseguono Fim, Fiom e Uilm – sarà possibile un ulteriore e parallelo approvvigionamento, acquistando coils sul libero mercato», uscendo da quella gabbia che con Mittal, aveva impedito a Magona di agire liberamente.
«Per Piombino è stata confermata la sua autonomia industriale strategica – prosegue la nota sindacale – e un supporto economico agli investimenti nella transizione per raggiungere questi obiettivi».
Per Fim, Fiom e Uilm però «non è sufficiente la sola ripartenza della linea di decapaggio, perché nel nuovo assetto ci verranno a mancare le produzioni di Avellino e il Centro servizi di Mittal. Pertanto saranno necessari investimenti in successione a partire dal decapaggio, sulla zincatura 2 e una ulteriore linea di preverniciato, prodotto che ha spazi enormi nel mercato europeo. Pertanto con tutte le cautele del caso – è la conclusione del sindacato – saremo impegnati nelle prossime settimane per la definizione del piano industriale dopo l’acquisizione dello stabilimento». —
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